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martedì 19 20 Novembre19

Vietnam, attacco Usa
a colpi di McDonald’s

Michele Marsonet, professorale ma con moderazione, ha l’occhio del giornalista per il dettaglio che l’uomo di cultura riempie di maggiori significati. Nella ex Saigon, oggi Ho Chi Minh, apre il primo McDonald’s. Simbolo universalmente noto della cultura popolare Usa. Spunto per molte riflessioni

La notizia non è certo da prima pagina, ma fa riflettere. A quasi 40 dalla fine della guerra nel Vietnam con la caduta di Saigon, propria nella ex capitale dell’ex Vietnam del Sud – che ora si chiama Ho Chi Minh – apre il primo McDonald’s. Simbolo universalmente noto della cultura “popolare” USA.

E non mi si venga a dire che è sacrilego accostare alla cultura la più nota catena mondiale di fast food. Lo sarebbe se vivessimo in un’epoca diversa. Nella nostra, il “soft power” di cui dispongono gli Stati Uniti è formato anche – e forse soprattutto – dai fast food, strumento formidabile di penetrazione della mentalità americana all’estero.

Il suddetto “soft power”, anche se può sembrare strano a prima vista, è importante quanto marines, portaerei e droni. Se ne sono accorti molti commentatori notando che la Cina, per esempio, non dispone di strumenti simili per propagandare ovunque la propria “way of life”. Tant’è vero che a Pechino, Shangai e nelle altre grandi metropoli della Repubblica Popolare i McDonald’s ci sono eccome, e da tempo.

 

Dunque sulle coste vietnamite sbarcavano negli anni ’60 del secolo scorso GI e marines destinati a impantanarsi in risaie e foreste alla perenne caccia di avversari che sembravano fantasmi. Sino alla fine ingloriosa con la caduta di Saigon nell’aprile 1975, e la precipitosa fuga dei diplomatici USA che lasciavano in elicottero il tetto della loro ambasciata.

Cambia davvero il mondo, poiché ora a sbarcare sono i Big Mac e i Filet-o-Fish. D’altra parte molte catene americane quali Pizza Hut e Burger King in Vietnam sono già presenti, ma chi aveva sprecato pagine per registrarne l’arrivo?

Con McDonald’s è diverso. Quello “è” il fast food per antonomasia, l’immagine più vera dell’America. E ovviamente il suo “sbarco” non è passato sotto silenzio.

 

La Repubblica Popolare del Vietnam si definisce ancora socialista ed è dominata dal partito unico. Però al pari della Cina si sta aprendo sempre più all’Occidente dal punto di vista commerciale e culturale. E si nota ancora la differenza tra Sud e Nord, quest’ultimo più austero con il mausoleo di Ho Chi Minh nel centro della capitale Hanoi.

Che succederà a questo punto? Un bel niente, giacché i giovani vietnamiti sono già influenzati da un pezzo dai simboli occidentali (e americani in particolare). Magari qualche stomaco si rovinerà con french fries e ketchup, ma poco male: è accaduto dappertutto.

Si noti che il primo McDonald’s ha aperto in una via che porta il nome di Dien Bien Phu, l’epica battaglia con la quale le truppe del generale Giap sconfissero i francesi nel 1954. E pure questo fatto ha un certo valore simbolico.

Viene da chiedersi, almeno a chi ricorda la guerra del Vietnam, perché gli americani non usarono hamburger e patatine invece di napalm, defolianti e bombe a non finire. Avrebbero avuto più successo. Ma allora c’era la Guerra Fredda: un altro mondo, appunto.

 

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