domenica 25 Agosto 2019

India verso il ridicolo
vuole i Marò pirati
ma poco poco. Rinvio

Crisi di ridicolo che minaccia di diventare crisi internazionale. Operazione Onu antipirateria cui l’Italia fornisce navi e uomini in forse. La stupidità di voler applicare la legge antiterrorismo, ma con lo sconto. Solo accusa di violenza, senza pena di morte. Beffa anche per i pescatori morti

Tra il ridicolo e la presa in giro. L’Oriente da caricatura un po’ razzista che si auto racconta peggio di come può fare chi non lo ama. E l’India della bomba atomica ripiomba nei romanzi coloniali di Kipling. Giustizia, anche se è una parola grossa. 26° rinvio, dai nostri conti, e ancora non si sa di cosa mai saranno accusati i due Marò che ormai hanno quasi imparato la lingua indù. Vista la tendenza, tra un po’ li accuseranno di essersi bagnati nel mare del Kerala senza mutanda d’ordinanza

 

Sentite questa: la Procura conferma richiesta applicazione Sua act ma senza il rischio della pena di morte. Com’è possibile? Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono ritenuti responsabili dell’ uccisione accidentale dei pescatori indiani scambiati per pirati. Ma ecco la magia: l’accusa per i due presunti colpevoli sarà per violenze in base ad un articolo della legge che comporta fino a dieci anni di carcere. La stampa indiana registra le feroci reazioni dei pescatori la cui vita viene declassata .

 

Tutto per quella maledetta e probabilmente incostituzionale Sua act, legge antiterrorismo che rovescia follemente il principio cardine di ogni ordinamento democratico di giustizia: l’onere della prova a carico dell’accusa. Ma stiamo alla cronaca. Nell’udienza di oggi (4 ore di vantaggio su fuso orario) il giudice Chauhun ha ascoltato la pubblica accusa che ha confermato la richiesta sulla legge antipirateria, e la categorica opposizione da parte dell’avvocato della difesa italiana Mukul Roahtgi.

 

La Procura generale indiana, come già detto, ha sfidato il ridicolo e s’è inventata una versione di pirateria e di antipirateria “light”, senza evocare una richiesta di pena di morte. Ipotizzando cioè un’accusa per violenze in base ad un articolo della legge che comporta fino a dieci anni di carcere. Pirati sì, i due Marò italiani, ma soltanto un poco: piratini. Assurdità anche per il tribunale di Paperopoli. La Corte suprema di New Delhi ha fissato una nuova udienza per martedì 18 febbraio.

 

Volo di Stato su Airbus del 31° Stormo, del ministro Mauro a Delhi, con ritorno dopo parole di conforto e solidarietà.

 

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