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giovedì 19 Settembre 2019

Marò, rinvio n°26
New Delhi
in forte imbarazzo

Rinviata a lunedì l’udienza della Corte Suprema. Al giorno del forse o anche del mai la decisione. Lo stesso inviato del governo indiano critica la troppa indecisione. Dunque, dal 10 febbraio l’esame del ricorso dell’Italia. La indecisa pubblica accusa aveva chiesto un rinvio di settimane.

Dunque lunedì prossimo 10 febbraio, e voler sperare: perché la credibilità indiana varrà per la bomba atomica ma non certo per l’efficienza della giustizia e per la chiarezza del diritto. Il presidente della Corte lo ha deciso dopo aver ascoltato le ragioni del ricorso italiano. E poteva andare peggio. Il Procuratore generale Ge Vanvahati. l’inviato speciale del governo aveva chiesto al giudice un rinvio dell’udienza da 2 a 3 settimane per permettere al governo di ufficializzare la propria posizione. Qualche altro mese in questa gara alla non decisione per una legge mal fatta.

 

Il giudice della Corte Suprema Bs Chauhan ha invece rinviato l’udienza a lunedì prossimo e ha posto alla pubblica accusa un limite non estendibile -ha ribadito il concetto- limite di una settimana per presentare una soluzione sulle modalità di incriminazione dei marò. ‘”Vi concedo ancora una settimana – ha insistito – ma non sono disposto ad attendere oltre’”. Per l’Italia: “Abbiamo chiesto alla Corte che, di fronte all’indecisione della pubblica accusa, i marò siano autorizzati a tornare in Italia, e ripeteremo la richiesta lunedì, a prescindere dall’esito dell’udienza”, dichiara De Mistura.

 

Il rappresentante del governo italiano, solitamente diplomaticamente accomodante, questa volta ha avuto indicazione di mostrarsi arrabbiato: “La Pubblica accusa non può più giocare con i tempi. Abbiamo ricordato tramite il nostro avvocato che ci sono stati 25 rinvii giudiziari senza un pezzo di carta”, ha sottolineato De Mistura. “Prima la nostra battaglia era l’assurdo della legge antiterrorismo con tanto di pena di morte. Ora lo sono diventati anche i ritardi”. Sulla richiesta del governo di un rinvio di 2 o 3 settimane: “Sarebbero diventate 4 o 5 settimane o di più”, ha accusato De Mistura.

 

 

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