domenica 26 maggio 2019

Tra insulti e sberleffi
il pacco sorpresa
di Beppe Grillo

Se si riuscirà a risolvere una crisi politica e istituzionale che rischia seriamente di affondare il nostro Paese, avremo forse modo di riflettere con più calma sul fenomeno Grillo. Già, perché la riflessione è stata finora insufficiente, anche in mancanza di dati oggettivi e certi sui quali basarsi. Vorrei notare in primo luogo che, con […]

Se si riuscirà a risolvere una crisi politica e istituzionale che rischia seriamente di affondare il nostro Paese, avremo forse modo di riflettere con più calma sul fenomeno Grillo. Già, perché la riflessione è stata finora insufficiente, anche in mancanza di dati oggettivi e certi sui quali basarsi.

Vorrei notare in primo luogo che, con grande sorpresa da parte di molti, il successo di M5S aveva prodotto commenti positivi in ambito internazionale.

Destò sconcerto la valutazione lusinghiera dell’ambasciata USA in Italia e di banche d’affari come Goldman Sachs. Poi quest’ultima ha fatto una repentina marcia indietro e Jim O’Neill, presidente della sua divisione asset management, disse che “il vero problema dell’Unione Europea è l’Italia con il fattore Grillo”.

Domanda: perché i cervelloni della Goldman Sachs ci hanno messo tanto tempo a capirlo? Quesito cui è difficile rispondere e, del resto, non è che in Italia si sia dimostrata maggiore lungimiranza. Si rammenterà l’ostinazione di Bersani nel cercare l’anno passato un accordo di qualsiasi tipo con i grillini, che lo fece sbattere contro un prevedibile muro.

 

Viene spontaneo chiedersi se qualcuno ha davvero sentito parlare Beppe Grillo o visitato il suo blog. Forse no, altrimenti non saremmo a questo punto.

A parte la conferma della più crassa ignoranza circa il funzionamento di una democrazia parlamentare, il comico e i suoi si sono prima prodotti in esternazioni che risultano di primo acchito esilaranti, e in seconda battuta tragiche pensando alle conseguenze che possono causare.

Saremmo dunque in presenza di una vera e propria rivoluzione paragonata a quella francese, e qui gli storici di certo fremeranno.

Manca solo la ghigliottina, ma per il resto i “cittadini” di M5S pensano di stare sullo stesso piano dei giacobini. Piccolo neo. I giacobini erano radicali di sinistra, mentre a me pare che i seguaci del comico stiano da tutt’altra parte.

 

Non c’è bisogno di un governo, il parlamento basta e avanza. E si vorrebbe capire cosa passa nelle loro menti quando simili fandonie vengono pronunciate. Insulti ai cronisti con relative liste di proscrizione, villanie e sbeffeggiamenti ai politici che si ostinano (è il caso di usare proprio tale termine) a trattare con loro, magari sperando in un’ipotetica spaccatura del movimento.

Streaming senza fine, accompagnato però da scomuniche nei confronti di coloro che si azzardano a criticare la linea (?) del comico. Ora siamo più o meno all’occupazione del parlamento.

La faccio breve. Beppe Grillo, il suo strano guru Casaleggio e il movimento da loro dominato rappresentano un pericolo per la democrazia. E intendo un pericolo concreto, non teorico.

Lo so, scappa da ridere quando si fanno tali affermazioni. Pure a me, mentre le scrivo. Tuttavia dobbiamo scordarci del cabarettista (e pure bravo!) che spopolava in TV e cominciare a considerare Grillo come nemico della democrazia parlamentare.

E non chiediamogli, per favore, di spiegarci i motivi per cui lo è. Tra un insulto e uno sberleffo non riuscirebbe a imbastire un discorso degno di questo nome.

 

Potrebbe piacerti anche