Privacy Policy Il drone 'giustiziere' uccide in Somalia leader di Al Shabaab -
domenica 8 Dicembre 2019

Il drone ‘giustiziere’
uccide in Somalia
leader di Al Shabaab

Sahal Iskudhuq, leader del gruppo jihadista Al Shabaab è stato ucciso con un missile lanciato da un drone statunitense che ha colpito il veicolo su cui viaggiava. Lo conferma il governo di Mogadiscio che parla di 5 morti. Sahal Iskudhuq era il numero 2 dell’organizzazione guidata da Abdi Godane

Viaggiava su un fuori strada con autista e scorta a circa 200 chilometri dalla capitale somala. Il missile statunitense ha colpito il veicolo facendolo esplodere. All’interno, uccisi, Sahal Iskudhuq, importante capo militare del gruppo jihadista, il suo autista e ad almeno altri tre uomini della scorta. Lo conferma il governo di Mogadiscio mentre, al momento, nessuna conferma da parte degli Usa.

Cauto dunque il Pentagono, che ha solo confermato l’attacco. Prudenza dopo il fiasco di Barawe, nell’ottobre dello scorso anno, quando i Navy Seals avevano tentato di eliminare un altro esponente di spicco di Al Shabaab, Abdulkadir Mohammed Abdulkadir, alias Ikrimah, ritenuto coinvolto nell’ attacco del 21 settembre 2013 al Westgate Shopping Center di Nairobi, in Kenya con 67 vittime.

 

somalia sito

 

Sahal Iskudhuq, in passato uomo di riferimento all’interno dell’organizzazione per i sequestri di persona e le relative richieste di riscatto, era da poco salito di grado e operava all’interno dell’unità di intelligence di Al Shabaab, scegliendo gli obiettivi degli attacchi terroristici e contribuendone alla pianificazione. Molti gli attacchi condotti dalla formazione jihadista, e non soltanto in Somalia.

Nel novembre scorso il gruppo qaedista somalo ha colpito una base militare della missione dell’Unione Africana nella città di Beledweyne, al confine con l’Etiopia. Diciannove le vittime. Beledweyne, è una città strategica a 30 chilometri dal confine con l’Etiopia. Qui, in ottobre, un attentatore affiliato sempre ad Al Shabaab, si era fatto esplodere provocando la morte di 16 persone.

 

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La Somalia è da anni un paese a rischio, dilaniato dalle lotte fra i vari “signori della guerra” e dalla presenza di reti terroristiche islamiche come gli Shabaab. La situazione sembra essere leggermente migliorata negli ultimi mesi grazie alla nuova Costituzione e all’elezione del nuovo Presidente. Secondo le Nazioni Unite, i casi di conflitto sono scesi del 70% e gli attacchi terroristici del 50%.

Tuttavia, il Paese, tra i più poveri al mondo, dipende quasi interamente dagli aiuti umanitari Onu. Troppa incertezza di prospettive: la presenza dei terroristi, le rivalità tribali, e il problema ben notto in Italia della pirateria al largo delle coste somale. Criticità che ostacolano qualsiasi prospettiva di crescita economica, oltre a rappresentare una minaccia per gli interessi geopolitici dell’Occidente.

 

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