martedì 25 giugno 2019

Tre anni dopo Tahrir
e dopo Mubarak
Egitto a mano armata

Anniversario delle rivolte di Piazza Tahrir. Fu la sperata rivoluzione. Tre anni dopo è rivoluzione tradita. Dopo gli attentati degli ultimi giorni al Cairo si prevedono nuovi scontri tra forze di sicurezza e Fratelli Musulmani. Tensione, paura e delusione per ciò che poteva essere e non è stato

Allora fummo costretti ad imparare che a Il Cairo c’era una Piazza Tahrir, e quella divenne il riferimento anche verbale di una rivoluzione in corso. L’Egitto civile, laico, giovane, che voleva liberarsi dal regime dispotico del militare Mubarak. Dal gennaio alla primavera, la famosa ed evanescente primavera araba. Poi a vincere, portati alla conta del voto popolare furono i Fratelli Musulmani. Il resto è attualità stretta.

 

Atmosfera che è tesissima, sopratutto dopo le bombe in serie che ieri hanno devastato Il Cairo, fin quasi alle piramidi di Giza. Collera ed esasperazione tra la gente, amareggiata per l’involuzione politica e sociale nazionale, con un Paese sempre più povero e i militari nuovamente al potere come con Mubarak, e al tempo stesso ormai insofferente verso i Fratelli Musulmani ormai fuorilegge che danno spazio alle bombe modello al Qaeda.

 

Oggi previste diverse marce organizzate dai gruppi appartenenti al Fronte Rivoluzionario di allora. Il punto di incontro sarà Piazza Tahrir, dove convergeranno anche i vari movimenti che sostengono oggi il generale Abdel Fattah Al Sisi. Mentre il partito salafita Al Nour ha dichiarato che non parteciperà alle manifestazioni per scongiurare disordini. La probabilità di scontri coi sostenitori della Fratellanza Musulmana è altissima.

 

A quattro anni dalla deposizione di Mubarak, e dopo il sesto appuntamento elettorale in tre anni e sotto tre diversi regimi, in pochi in Egitto guardano ancora con fiducia a Piazza Tahrir. Oggi solo rimpianto nel luogo da cui partì la prima rivoluzione che portò alla caduta di Mubarak. Con la deposizione di Morsi, leader dei Fratelli Musulmani, sul futuro del Paese la figura del generale Al Sisi, ministro della Difesa e capo delle forze armate.

 

Tra anni dopo Piazza Tahrir l’Egitto che fu di Mubarak torna in divisa.

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