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venerdì 20 Settembre 2019

Kiev, primi morti
Proteste violente
È quasi guerriglia

Stallo nelle trattative ed è battaglia nel centro di Kiev e chi protesta va giù pesante: autobus incendiati già domenica scorsa a fare da barricata. Lancio di bottiglie incendiarie. Sarebbero morti alcuni manifestanti. Due per la magistratura, tre per il passa parola Internet. Quasi guerriglia

Le prime vittime con modalità ancora controverse. Fermi i negoziati tra il governo e i leader dell’opposizione. Accusa del ministro degli Esteri russo Lavrov: “indecente che alcuni Paesi occidentali sostengano le proteste”. Gli Stati Uniti annunciano invece sanzioni sui visti per i cittadini ucraini coinvolti nelle violenze, ovviamente quelle contro i manifestanti che ormai stanno conducendo vere e proprie azioni di guerriglia col lancio di bombe molotov. Esclusi vittime e feriti di queste ore, il bilancio al momento sarebbe di 120 agenti feriti e 32 manifestanti arrestati. Di questi, 13 rischiano fino a 15 anni di carcere come organizzatori dei disordini.  Tra loro esponenti anche stranieri dalla vecchia “rivoluzione arancione”.

 

Le mobilitazioni a Kiev, tra alti e bassi, vanno ormai avanti da fine novembre, dai giorni della svolta antieuropeista del presidente Yanukovich a favore di un ricongiungimento politico ed economico con il Cremlino. A ribadire il sostegno di Mosca al presidente è stato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, il quale ha accusato alcuni leader politici occidentali di aver incoraggiato attraverso le loro dichiarazioni le proteste di Kiev, sottolineando che se l’ordine non verrà ristabilito al più presto c’è il rischio che la situazione sfugga di mano alle autorità. “I membri di diversi governi occidentali hanno preso le parti delle manifestazioni anti-governative, ciò è semplicemente indecente”, ha affermato Lavrov.

 

Il ministro non ha fatto nomi, ma è chiaro il riferimento al capo della diplomazia estera dell’Unione Europea Catherine Ashton, al ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle e alla rappresentante della segretaria di stato americana Victoria Nuland. Gli scontri di con vittime di stamane e tutte queste polemiche allontanano dai riflettori le trattative con i leader dell’opposizione intavolate giorni fa dal presidente per venire fuori pacificamente da questa situazione. Al momento, però, pare che i lavori del comitato interpartitico appena istituito siano ancora fermi, confermando di fatto lo scetticismo generale circa la possibilità di ottenere una soluzione a questa crisi attraverso il dialogo.

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