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domenica 22 Settembre 2019

Datagate, Obama: spieremo sempre ma più educatamente

Barack Obama sulla riforma della National Security Agency ha annunciato una timida e confusa riforma del sistema di monitoraggio globale. Continueremo a spiare nel nome della sicurezza nazionale, ma lo faremo un po’ meno sfacciatamente, con maggioti cautele e senza farci beccare da altri Snowden

“Fine del programma di raccolta di massa dei metadati delle telefonate nazionali così come lo conosciamo”, promette Obama. Non ci intercettano più? Illusi. La NSA continuerà ad intercettare il mondo ma questi “Metadati”, questa montagna di dati da selezionare e decrittare non potranno più essere conservati dalla Nsa o dal governo Usa. Chi dunque? Obama ovviamente non lo dice, lui vola alto. Le soluzioni toccano ai tecnici e le ipotesi sono diverse: 1) le compagnie telefoniche, che si troverebbero a dover fare una parte del lavoro della Nsa -fare da magazzino- non paiono affatto contente; 2) un terzo soggetto indipendente pubblico; 3) la soluzione che ancora non c’è. Idee poche ma confuse. Sulla questione dovrà riferire entro alcune settimane il ministro della Giustizia Eric Holder. Vale da subito l’obbligo di una richiesta da parte di un giudice per consultare il database.

Per i titoli dei media europei, dopo lo scadalo Merkel, la promessa che gli americani non spieranno più capi di Stato e governanti di Paesi loro alleati, e che non raccoglieranno informazioni su normali cittadini di altri Paesi. Salvo non minaccino la sicurezza degli Stati Uniti. Nulla di nuovo. Di interesse più generale, la rete della raccolta accorciata a due “nodi di distanza” da un presunto sospetto per terrorismo invece che a tre. Fraseggio da addetti ai lavori. Tradotto, vuol dire che, partendo dal Sospetto Terrorista A, tutti i B da lui chiamati al telefono sono da intercettare e indagare, e che tutti i B faranno a loro volta intercettare tutti i C che chiameranno o ascolteranno al telefono. Due “Nodi” vuol dire che saranno intercettabili i contatti del sospetto sino a “C”? Siamo già a centinaia di potenziali intercettati. Forse migliaia. Catena di Sant’Antonio della paranoia.

Obama alla fin fine si è limitato ad assicurare un po’ trasparenza su tutti i fronti, spiegando di cercare un bilanciamento tra i diritti alla privacy e la necessità di autodifesa e di intelligence dello Stato. Di fatto non ha accolto alcune delle principali raccomandazioni fatte da una commissione dedicata proprio al Datagate, la Review Group on Intelligence and Communications Technologies. Non ha eliminato il programma di raccolta di massa dei metadati. Nessu cenno all’uso da parte della Nsa di manipolazioni su software di ogni tipo, pratica che ha cancellato la sicurezza della Rete. Non citate le tecniche di hackeraggio usate per violare computer e sistemi in tutto il mondo. Le riforme annunciate appaiono poche, pasticciate e poco credibili. Come farà la Nsa a evitare di spiare i normali cittadini visto che raccolgono informazioni direttamente dai cavi in fibra ottica?

 

Obama ha poi fatto riferimento ai veloci cambiamenti tecnologici cui siamo sottoposti nella società digitale, basata sulla facilità con cui si possono raccogliere dati. Colpa della tecnologia lo scandalo Datagate? Le pressioni per inserire “backdoor” (“porte di servizio”, le porte sul retro per superare le procedure di sicurezza) nei prodotti delle aziende tech non sono piovute dal cielo e non erano un destino ineluttabile della rivoluzione digitale, replicano gli specialisti. E il percorso stesso di Internet dalla sue origini, condizionato da programmi che -scrive Carola Frediani di Wired- “hanno trasformato internet in un campo pieno di checkpoint delle agenzie di intelligence”. Le riforme presentate sono state giudicate quanto meno “modeste” anche da molte testate americane. La macchina dietro al Datagate è stata un po’ rallentata, ma la rottamazione non è all’ordine del giorno.

Obama ha concluso precisando che l’intelligence Usa userà i dati raccolti solo per combattere il terrorismo, per proteggere truppe e alleati e per combattere il crimine.

 

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