L’arsenale di Assad
passa da Gioia Tauro
dice il ministro Lupi
Attracco nel porto di Gioia Tauro

Attracco nel porto di Gioia Tauro

 

Dunque Gioia Tauro, ci annuncia il ministro dei trasporti Maurizio Lupi. Quel porto perché sempre praticato da carichi di sostanze chimiche pericolose e quindo debitamente attrezzato e di mezzi e professionalità. Poi la ministra Bonino fornisce i dettagli dell’operazione disarmo in Siria. Ma facciamo il punto oltre le forme dell’indagine conoscitiva delle commissioni esteri e difesa delle due camere. Finora, solo la nave danese “Arc Futura” ha caricato, il 7 gennaio scorso, 27 tonnellate di materiale, mentre si attendono circa 900 tonnellate di materiale tossico. Pronte a caricare anche la più grossa nave da carico norvegese “Taiko”. L’Opac, l’organizzazione per la cancellazione delle armi chimiche teme che il ritardo da parte siriana possa sforare i tempi previsti dal piano Onu e lo slittamento della partenza delle navi, attualmente in attesa al largo delle coste siriane.

 

Uno di questi cargo, probabilmente ambedue, dovranno raggiungere il porto italiano di Gioia Tauro dove avverrà il trasbordo sulla nave americana “Cape Ray”, attrezzata a laboratori chimico mobile che poi dovrà distruggerli in mare aperto. I dettagli tecnici sono stati forniti dal direttore generale dell’Opac, Ahmet Uzumcu, che ha tra l’altro assicurato che la nave-laboratorio non sverserà alcun liquido in mare ma che tutti i residuo di lavorazione saranno trattati in impianti a terra di aziende specializzate. Restano invece incerti i tempi di realizzazione, soprattutto per quanto riguarda la parte italiana. Ritardi nel trasporto in Siria. Manca una risposta sui tempi previsti. Non sono registrate al momento reazioni ufficiali da parte calabrese, anche se sono facilmente prevedibili.

 

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