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domenica 15 Settembre 2019

Diritto di famiglia: Maria certo, ma quel povero Giuseppe?

Tiberio Timperi si batte da sempre per i diritti dei papà separati nel codice e nella prassi giudiziaria. Legge sull’affido condiviso nata morta per mammismo. I diritti alle madri e i doveri ai padri. Codice mammone, magistratura che aggiunge di suo invece di correggere leggi d’antiquariato

di Tiberio Timperi

Cognome della madre. Dopo il monito di Strasburgo, il governo si affretta velocemente a trovare la soluzione.
Peccato non abbia fatto lo stesso quando la stessa Corte ha sentenziato, per ben due volte tra il 2010 e il 2013, che i tribunali italiani non siano in grado di garantire i diritti dei padri separati.
Traduco: non hanno applicato la legge sull’affido condiviso. Entrata in vigore sette anni fa, sembrava sulla carta, rivoluzionaria. In pratica, un fallimento. Colpa di schematizzazioni ideologiche presenti dentro e fuori le aule dei tribunali.

Il condiviso non ha mai goduto di buona salute. Ora, il colpo mortale con le modifiche presenti nel Decreto sulla Filiazione del 31 dicembre 2013. Bene parlare di lavoro, tasse, competitività ma parliamo anche di un diritto di famiglia che ha fatto il suo tempo.
Bisogna far sapere che, qualora il decreto sia convertito in legge, un genitore avrà solo l’obbligo di comunicare entro trenta giorni, il cambio di residenza all’altro.

Ha senso di parlare di condiviso a chi, di punto in bianco, vedrà i figli cambiare città? E ancora: il decreto introduce il termine di residenza abituale. Nessun problema in linea di principio se ai genitori fosse concessa parità di tempi con i figli. Scommettiamo che il concetto di residenza abituale sarà l’alibi di ferro del falso condiviso visto che la residenza abituale sarà legata al genitore collocatario che, casualmente, è sempre la madre?

E’ ormai palese che in tribunale, nel nome del figlio si conferiscano i diritti alle madri e ai doveri ai padri. Forse per risarcire “le colpe ataviche” degli uomini…
La legge parla di “…rapporto equilibrato e continuativo del minore con entrambe i genitori”.
Ma ai padri, spetta di solito, un giorno a settimana e week end alternati. Sono otto giorni al mese contro i ventitré della madre.

Parafrasando Orwell, tutti i genitori sono uguali ma qualche genitore è più uguale di altri. Pari opportunità a senso unico sotto la bandiera del politically correct.
Rottamiamo questo sistema legislativo e culturale.
Semplifichiamo a dispetto di muffe ideologie. Adottiamo i patti prematrimoniali, garantiamo pari opportunità ad entrambe i genitori, introduciamo il divorzio breve. Come nel resto d’Europa.

Esiste solo Maria o c’è anche posto per Giuseppe ?

 

 

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