mercoledì 17 luglio 2019

Rai giro di giostra
intorno al mondo
La mappa completa

Risiko strategico dei nuovi volti Rai all’estero: un po’ di scelte giornalistiche, un po’ di clientele, un po’ di pendenze giudiziarie da sistemare, ed ecco a voi la frittata. Con un po’ di fantasia, tipo il vaticanista tra ebrei e palestinesi o Nuova York femminile e Mosca che ancora piange Volcic

La stessa fatica che occorre per formare un governo di coalizione: i partiti, le correnti interne, la geografia, i parenti, i clienti. Ah sì, a volte paga anche la capacità. Se c’è non guasta. In Rai per fortuna c’è più mestiere e passione di quanto l’interferenza della politica sull’azienda abbia seminato. Ovviamente la collocazione di corrispondente estero è di prestigio o comunque un dignitoso esilio, quindi una posizione su cui premono tanti interessi non sempre professionali o molto trasparenti.

 

Nel caso della Rai del “quasi pareggio di bilancio” che fa il paio col “quasi goal” di Carosio, si moltiplicano le posizioni cercando di far tornare i conti. L’auto licenziamento favorito di Caprarica da Londra ha fatto risparmiare quasi mezzo milione di euro anno. Dicono che il narratore da Casa regnante fosse il terzo nella lista dei superstipendi, che partono dall’ex Dg Cappon e arrivano a un neosenatore che, assieme a Minzolini, sarà uno dei pochi a non averci guadagnato con l’elezione.

 

Partiamo dalle novità. A Gerusalemme liberata da Claudio Pagliara, arriva a sorpresa l’ex vaticanista Enzo Romeo dal Tg2, giusto in tempo per accogliere Papa Francesco in Terra Santa. Nel cuore dell’Europa confermata la nomina di Alberto Romagnoli come responsabile a Bruxelles. Niente cambio (per ora) al Gr e niente Antonio Preziosi. A Parigi resta Antonio Di Bella con il probabile arrivo di Stefano Ziantoni. A Londra Varvello con Tura e a Berlino il primo pasticcio imbarazzante.

 

Accade a volte che, per togliersi dalle scatole un direttore o un caporedattore cotti, si inventi per lui una corrispondenza estera. Conoscenza delle lingue e attitudine al giornalismo sui fatti non contano. Altre cose certe, Pagliara a Pechino, Tiziana Ferrario dal Tg1 a New York dove troverà la capo sede Giovanna Botteri. Terza, Manuela Moreno dal Tg2, con qualche rischio che vedremo. Altra certezza il ritorno di Marc Innaro a Mosca dopo la lunga parentesi mediorientale. Col problema del quando.

 

Snodo finale di questa partita di risiko strategico e un po’ clientelare, è la ingombrante presenza di Giovanni Masotti a Mosca. Un rientro sollecitato da molti e non gradito dall’interessato. Mercatino. Se non si muove Masotti non parte da Il Cairo Innaro e non arriva Giuseppe Bonavolontà. Che fare? Ipotesi: Masotti torna da vice al Tg2 al posto di Stefano Maroni e quest’ultimo a New York invece di Moreno. Battaglia in corso di Bianca Berlinguer a difendere il ruolo di Rino Pellino a Berlino.

 

E questo dovrebbe essere tutto. Anche troppo rispetto all’interesse dei sempre meno numerosi e affezionati teleutenti consumatori di notiziari. Tanto del mondo, in Italia, se ne parla sempre poco. La qualità dell’offerta da Servizio Pubblico di questi nomi? A volte c’è, a volte no. Come detto, in alcuni casi prevalgono ancora spinte di favore. Abbiamo scoperto anche i corrispondenti per meriti giudiziari. Cause pendenti o sentenze. Possibile, su quel fronte la riapertura della sede di Istanbul.

 

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