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venerdì 20 Settembre 2019

Marò, forse adesso
ci arrabbiamo.
Vigilentes antipirata

“Oggi abbiamo preso una iniziativa molto forte e decisa per uscire dall’impasse della situazione dei marò in India”. Lo ha dichiarato a New Delhi l’inviato del governo Staffan de Mistura, precisando, senza entrare in particolari, che si tratta di un’iniziativa con “valenza giuridica e politica”

Se questo decreto ci fosse stato allora, tutta la vicenda sempre più contorta e preoccupante dei due fanti di marina trattenuti in India non ci sarebbe stata. A bordo della Lexie forse ci sarebbero state delle guardie giurate civili, o forse, stabilita una gerarchia operativa interna in caso di minaccia, la nave italiana avrebbe mantenuto la sua rotta al largo, in acque internazionali. Comunque, vediamo cosa ha stabilito il decreto arrivato a tentare di mettere una pezza a guaio ormai accaduto.

 

Secondo quanto stabilito dal Decreto, i contractors impiegati sui mercantili hanno la qualifica di guardie giurate particolari e saranno tenuti a frequentare un corso di addestramento specifico curato da Ministero dell’Interno, Ministero della Difesa e dei Trasporti. L’assenza del decreto attuativo che permettesse l’impiego di guardie giurate in alternativa al servizio di security prestato dalla Marina Militare era stato denunciato a suo tempo da Paolo d’Amico, presidente di Confitarma.

 

Ma vediamolo questo decreto. Oltre il solito rosario di precedenti giuridici che partono del Regno d’Italia, si parte dalle Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite su “Misure urgenti antipirateria”, e si arriva alla legge 2 agosto 2011, n.130, che prevedeva l’imbarco dei Nuclei militari di protezione (NMP) sui mercantili. Ora arrivano le guardie giurate con regole precise su trasporto e uso delle armi e sui rapporti tra le guardie e il comandante della nave.

 

Intanto il lessico. Pirateria: ogni atto illecito di violenza o di sequestro, o ogni atto di rapina, commesso a fini privati dall’equipaggio o dai passeggeri di una nave privata. Team leader: Il componente del team di guardie giurate designato come responsabile e identificato come tale dall’armatore della nave, dal Comandante, dagli ufficiali e dall’equipaggio. Potenziale minaccia: Un individuo e/o una nave che sta per commettere un atto che minaccia la sicurezza della nave.

 

I servizi di protezione sono svolti sotto la direzione del Comandante della nave. Durante un eventuale attacco di pirati il Comandante della nave conserva tutte le prerogative e responsabilità sulla navigazione e le manovre della nave, incluse quelle elusive e di scampo. Il Comandante a bordo svolge le funzioni di Ufficiale di Polizia Giudiziaria che comprendono anche l’obbligo di impedire che i reati vengano portati a conseguenze ulteriori. Insomma, il comandante ha l’obbligo di contrastare l’atto di pirateria.

 

Il Comandante esercita quindi un controllo ravvicinato delle attività e dei compiti del team di sicurezza, attraverso il Team leader (il ruolo sulla Lexie esercitato da Latorre). “Ne consente l’armamento e il dispiegamento, pur non avendo alcuna competenza sulle scelte tattiche e la disposizione delle guardie che spettano, in via esclusiva, al Team leader”. Tradotto, è il comandate che segnala i tratti di mare pericolosi agli uomini della vigilanza armata civile ma sarà poi il “Team leader” a decidere come e cosa fare.

 

“Il servizio di vigilanza fissa, diurna e/o notturna sarà espletato da un team di almeno quattro guardie giurate, di cui una con funzioni di responsabile, che si alternano per turni, in uniforme e munite dell’equipaggiamento in dotazione fornito dall’istituto di vigilanza”. Ed seguono le dettagliate disposizioni di impronte chiamante militare previste per il team di sicurezza. Ve ne proponiamo alcune per dare a chi legge l’idea della puntigliosità del dettaglio oggi rispetto al vuoto normativo in cui furono lasciati allora i Marò.

 

Compiti: • Sorveglianza; • Identificazione delle possibili minacce; • Protezione della nave, impedendo attacchi contro la stessa; • Allertare il comandante e l’equipaggio in caso di minaccia; • Assistere e consigliare il comandante sulle misure di protezione e di salvaguardia per quel che riguarda la sicurezza della nave e dell’equipaggio; • Coadiuvare il Comandante della nave sulle procedure di sicurezza; • Informare l’equipaggio ed aiutarlo a prepararsi a possibili minacce adottando le procedure più appropriate.

 

Poi c’è il dettaglio delle operazioni pratiche di contrasto. Gli avvertimenti, lanciasti anche allora allo sfortunato peschereccio Sant Antony. Segnalazioni radio, magafoni, luci lampeggianti, razzi, e poi, se tutto questo non basta? “Nel caso di conferma della minaccia, le armi da fuoco possono essere usate per sparare colpi di avvertimento quando viene valutato dal Team leader o, in sua assenza, da un’altra guardia giurata che tali colpi possono scoraggiare un attacco percepito come concreto o come minaccia”. Così, narrano accadde sulla Lexie.

 

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