lunedì 17 giugno 2019

Giro giro tondo
nella Rai
che narra il mondo

Comincia il domino delle corrispondenze estere Rai dopo le dimissioni ‘spintanee’ di Caprarica da Londra. Tiziana Ferrario a New York, Varvello a Londra. A Bruxelles o Romagnoli o il direttore del Giornalie radio Antonio Preziosi, se sarà fatto fuori. A Pechino arriva Pagliara da Gerusalemme

Diceva un vecchio rappresentante sindacale della categoria per descrivere i corrispondenti esteri Rai: o direttori trombati, o direttori mancati, o aspiranti direttori. Previsto anche qualche bravo inviato, qualche super raccomandato e qualche rompicoglioni da spedire lontano. Spesso alcune delle caratteristiche si sommano tra loro. A volte in positivo, a volte no, ed è catastrofe. Leggendo di un valzer di poltrone estere in Rai, viene da chiedersi a quale della antiche categorie, gli ipotetici nuovi corrispondenti appartengano.

 

Dopo l’addio spintaneo di Antonio Caprarica da Londra qualcosa si sblocca, anche se resta l’intoppo di Mosca. Il povero Giovanni Masotti, moscovita per caso, non ci sta a cedere il passo e blocca una parte della giostra. Vediamo cosa sta accadendo partendo dalle cose certe e dalle conseguenze più incerte che si profilano. Nomina riparatoria di Tiziana Ferrario a New York, per recuperare danno professionale e vertenza dai tempi di Minzolini. Varvello a Londra per porre riparo all’addio di Caprarica. Ma qui scattano i problemi.

 

Chi arriva a dare il cambio? A Berlino resta Rino Pellino ma corre, pure con ambizioni gerarchiche Nicoletta Manzione che col tedesco arriva sino a “Zwei”, mentre studia il tre. Ma l’enigma chiave è Bruxelles. Alberto Romagnoli -ex Parigi poi rientrato in patria- viene dato in partenza per l’Unione europea, ma restano dubbi. Che accadrà alla direzione di Antonio Preziosi al Giornale Radio? L’ex reporter al seguito di Berlusconi non avrebbe brillato in gestione interna ed ascolti e il suo percorso professionale sarebbe arrivato al capolinea.

 

Altri “buchi” al momento ancora irrisolti in questo domino incompleto, Gerusalemme lasciata col solo Filippo Landi dopo la nomina di Claudio Pagliara al posto del pensionato Paolo Longo. Landi va o resta? E subito accanto anche come area, Il Cairo dove ancora resta Marc Innaro, prigioniero delle incertezze su Mosca da dove proveniva e dove è destinato a tornare. “Trenino” tra Masotti, Innaro, e chi a seguire? Giuseppe Bonavolontà, già corrispondente dal Libano pare il candidato più credibile. Ma tutto dipende da Mosca. Cremlino-Masotti.

 

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