mercoledì 19 giugno 2019

C’è anche la Cina
nel mare di Siria

Festeggiamenti della popolazione cinese locale nel porto cipriota di Limassol ieri, all’arrivo della fregata Yancheng che da stamane sta navigando al largo del porto siriano di Latakia assieme e due altre fregate scandinave, a fare da scorta al carico di armi chimiche destinate ad un porto italiano

Dunque, partiam partiamo e forse sono davvero partite dal porto cipriota di Limassol verso la Siria la strana flottiglia di unità militari e cargo civili incaricati di portare via l’arsenale chimico siriano da quella terra martoriata. Due navi mercantili -la norvegese Taiko e la danese Ark Futura- due fregate scandinave di scorta, la danese L17 e la norvegese F313, e ora anche la supermoderna (e mal fotografata per ragioni di sicurezza) Yancheng che si trova a fare il suo lavoro di nave da guerra nel mere più “intimo” delle forze Nato e a tre passi dalla base navale Russa di Tartus, in territorio siriano.

 

Il comandante dell’unità danese, il commodoro Torben Mikkelsen, che dovrebbe coordinare questa forza multinazionale di tutela, ha detto che non è stata ancora annunciata una data per l’inizio del trasporto delle armi chimiche, ma ha aggiunto che i due mercantili predisposti per prendere a bordo il carico e la loro scorta militare si terranno pronti fuori dalle acque internazionali siriane in attesa di nuovi ordini. Mobiliutazione internazionale continua anche su altri fronti. Nei giorni scorsi Mosca ha inviato in Siria autocarri e mezzi blindati per il trasporto dei gas fino sulla costa del Mediterraneo.

 

Secondo l’accordo raggiunto con Damasco tutti i materiali dovrebbero essere fuori dalla Siria entro il 5 febbrai, ma i più pericolosi dovevano uscire già entro martedì scorso. Lieve ritardo che non sta al momento creando allarme. Tutti i siti collegati con l’arsenale chimico dovrebbero essere distrutti entro il 15 marzo. Ancora segreto il porto di sbarco temporaneo dell’arsenale in Italia. Porti e siti militari quelli più indicati, probabilmente in Sicilia o Sardegna. Tra le ipotesi  più accreditate quella del porto di Oristano e dei bunker di Santo Stefano nell’arcipelago della Maddalena.

 

Nel luogo prescelto, avverrà il trasbordo delle armi chimiche sul “Cape Ray”, un cargo militare Usa che non arriverebbe nel Mediterraneo prima di due settimane. Sul cargo, in alto mare, avverrà la distruzione.

 

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