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mercoledì 16 Ottobre 2019

Armi chimiche siriane
Pronta la nave Usa
che le renderà innocue

Il primo laboratorio chimico navigante al mondo. La MV Cape Ray, statunitense sta completando i lavori a bordo nel cantiere di Portsmouth. Sarà in grado di rendere inoffensive le armi chimiche siriane. Ultimi collaudi con prove a mare e la partenza per il Mediterraneo tra circa due settimane

Lavori frenetici a bordo della MV Cape Ray nei cantieri Earl a Portsmouth, Virginia. Sul primo ponte coperto squadre di operai stanno montando alloggiamenti modulari per ospitare tre volte il suo normale personale di bordo. Sotto, nella parte più protetta della stiva, gli specialisti stanno rifinendo e controllando le due unità di idrolisi, le sofisticate attrezzature necessarie per la distruzione di sostanze chimiche siriane.

“Senza questa nave questa missione non sarebbe stata possibile” ha affermato Frank Kendall, l’uomo del Pentagono per le armi ABC, atomiche, biologiche e chimiche. “Questo evita di dover mettere questi materiali nel territorio di qualcuno, dove avremmo subito condizionamenti politici e ambientali, oltre al vincolo delle leggi locali”. Nessun cenno ai problemi ambientali e di sicurezza che si porranno in Italia per il trasbordo dell’arsenale.

 

 

Laboratorio chimico a  bordo della MV Cape Ray
Laboratorio chimico a bordo della MV Cape Ray

 

La Siria non è riuscito a rispettare la scadenza del 31 dicembre per rimuovere gli agenti chimici ma c’è chi fa rilevare come sia più importante fare bene che fare in fretta. Gli Stati Uniti non si mostrano preoccupati per il ritardo. “Sei mesi fa non ammettevano neppure di avere armi chimiche, ora abbiamo in piedi questo massiccio sforzo internazionale per distruggerle”, ha detto la portavoce del Dipartimento di Stato Marie Harf.

E’ stato confermato che le armi chimiche saranno caricate nel porto siriano di Latakia per essere trasferite in un porto in Italia dove saranno successivamente caricate sul Capo Ray e distrutte in acque internazionali. Rick Jordan, il capitano civile del Capo Ray, ha detto che la nave aveva da compiere ancora prove in mare anche per testare il sistema di idrolisi e per addestrare l’equipaggio ad eventuali emergenze date le sostanze trattate.

 

Laboratorio trattamenti chimici a bordo della MV Cape Ray
Laboratorio trattamenti chimici a bordo della MV Cape Ray

 

La nave si aspetta di dover lavorare e distruggere circa 700 tonnellate di armi chimiche. Il lavoro effettivo potrebbe probabilmente essere fatto in 45 giorni in condizioni ideali ma la missione dovrebbe durare circa 90 giorni perché il lavoro sarà sospeso in caso di maltempo. Il processo di idrolisi utilizza acqua ed altri reagenti come l’ idrossido di sodio e ipoclorito di sodio per neutralizzare quantità di massa di agenti di guerra chimica.

Gli agenti modificati chimicamente possono poi essere elaborati da imprese commerciali che si occupano di rifiuti pericolosi. Quindi, ancora delicate lavorazioni in vista. I tecnici hanno spiegato che le 700 tonnellate di armi chimiche che è previsto debbano essere disattivate, quando lavorate con l’idrolisi produrrebbero 1,5 milioni di litri di reflui, di scarichi che dovranno essere affidati al trattamento di imprese civili per i rifiuti pericolosi.

 

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