venerdì 19 luglio 2019

Muore in carcere
leader di Al Qaeda
Il Libano trema

E’ morto in carcere in Libano Majid al-Majid, comandante delle brigate Abdullah Azzam, legate ad al-Qaeda, responsabili di attacchi in Medioriente e coinvolte nella guerra civile siriana. Sarebbe stato catturato proprio mentre veniva trasferito in ambulanza da Beirut alla valle della Bekaa

Di origine saudita, Majid al-Majid era uno degli 85 terroristi più ricercati in Arabia Saudita. Era il leader delle Brigate Abdullah Azzam, gruppo jihadista sunnita affiliato ad Al Qaeda fondato nel 2009 con basi operative in Libano, nella Penisola Arabica e cellule distaccate in Afghanistan e Pakistan. Nel 2009, il Libano lo aveva condannato in contumacia all’ergastolo per appartenenza a un’altra organizzazione qaedista chiamata Fatah al Islam. Nel 2012 l’assunzione della leadership delle Brigate Abdullah Azzam al posto di Salih Al Qar’awi, arrestato dalle autorità saudite dopo essere stato gravemente ferito in un attacco di droni nella regione pakistana del Waziristan.

 

Le brigate di cui era a capo hanno rivendicato la responsabilità di attacchi in tutta la regione, tra cui quello del 2010 a una petroliera giapponese nel Golfo persico e diversi lanci di razzi dal Libano verso Israele. L’azione più recente rivendicata dal gruppo è stata il doppio attentato suicida che a novembre, fuori dall’ambasciata iraniana a Beirut, ha ucciso almeno 23 persone e ne ha ferite altre decine. Nella primavera del 2013, dopo che il gruppo sciita libanese Hezbollah aveva annunciato di schierarsi con il regime siriano nella guerra contro i ribelli, le brigate avevano iniziato a colpirlo. Le prime notizie sulla cattura di al-Majid erano emerse in settimana da fonti della sicurezza.

 

Le Brigate Abdullah Azzam prendono il loro nome dall’ideologo jihadista palestinese Abdullah Azzam, cofondatore di Al Qaeda e mentore di Osama Bin Laden, reclutatore di mujaheddin nella guerra dei talebani contro i sovietici in Afghanistan del 1980. Fondato nel 2009, il gruppo in questi anni ha reclutato centinaia di miliziani islamisti integralisti che in passato hanno combatto nella guerra in Iraq, e trovato una base stabile nel campo profughi palestinese di Ein El Hilweh, vicino Sidone, dove pare sia stato arrestato anche Majid al-Majid. Il “salto di qualità”, però, risale al 2012 con l’inserimento nella black list del terrorismo internazionale da parte del governo americano.

 

Auto proclamate protettrici dei sunniti in tutto il Medio Oriente, le Brigate Abdullah Azzam hanno criticato la “dominazione sciita del Libano” attaccando Hezbollah e hanno invocato la rivolta del popolo saudita contro il governo di Ryadh. Nel 2011 il gruppo aveva inizialmente invitato i siriani a protestare pacificamente contro il regime di Bashar Assad, cambiando però linea nell’agosto dello stesso anno e minacciando di morte ogni cittadino sciita libanese che avesse sostenuto il governo siriano. Dopo la morte Majid al-Majid, molti gli interrogativi sulle mosse di Al Qaeda. Chi sarà il successore alle Brigate Abdullah Azzam? Che azioni incombono sul Libano e Arabia Saudita?

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