venerdì 19 luglio 2019

Battaglia di Al-Qaeda
alle porte di Baghdad

Ma la guerra in Iraq non era finita? Più sessanta miliziani quaedisti uccisi assieme al loro il capo locale, Abu Abder Rahman al Baghdadi. I combattimenti per il controllo delle città sono in corso a Ramadi e Falluja, 50 chilometri a ovest della capitale. 32 i civili uccisi negli scontri

Oltre sessanta miliziani quaedisti sono rimasti uccisi negli scontri con le milizie anti-al Qaeda a ovest di Baghdad, nella provincia di Anbar. Tra questi, secondo fonti locali, anche il capo Abu Abder Rahman al Baghdadi,. Da giorni le truppe regolari di Baghdad stanno aumentando gli sforzi nella zona per sradicare al-Qaeda da Fallujah e Ramadi. Alle ostilità partecipano gli uomini della Sahwa, una milizia tribale sunnita che lotta contro Al-Quaeda e che si è unita all’esercito Usa dal 2006. Tra le vittime anche 32 civili, tra cui donne e bambini.

 

Giovedì il ministero degli Interni di Baghdad aveva annunciato che i militanti di Al-Quaeda avevano preso il controllo di circa la metà delle città di Ramadi e di Falluja. Centinaia di ribelli islamici vestiti di nero e a bordo di pick-up con mitragliatrici pesanti hanno ingaggiato una battaglia con gli esponenti tribali per le strade di Ramadi. Le ostilità erano iniziate lunedì, dopo lo smantellamento, da parte della polizia, di un accampamento costruito oltre un anno fa ai bordi della città di Ramadi, dove erano in corso proteste contro il governo.

 

Colpisce che questa accada esattamente dieci anni dopo la cattura di Saddam Hussein, scovato il 13 dicembre dentro una botola in una fattoria di un villaggio nei pressi di Tikrit, sua terra d’origine. Dieci anni dopo l’Iraq è un Paese completamente diverso, ma certamente non migliore rispetto al passato. La caduta della dittatura ha fatto riemergere le rivalità etnico-religiose tra le comunità di sciiti e sunniti, frantumando l’unità del Paese facendo diventare il Paese in un punto di riferimento per cellule islamiste per l’esportazione della della lotta jihadista.

 

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