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giovedì 17 Ottobre 2019

Terrore 2014 ?
Boko Haram
per la Nigeria

Secondo le Nazioni Unite sono oltre 1.200 i morti nel conflitto tra le forze governative nigeriane e gli islamisti di Boko Haram da quando, nel maggio scorso, nel nord del Paese è stato proclamato lo stato d’emergenza. Massacri indiscriminati di cristiani per imporre la shari’a islamica

nigeria carta geo

Sempre più violenti gli scontri tra musulmani e cristiani negli stati nordorientali della Nigeria. 1.224 i morti, contabilizza nel dettaglio l’ufficio delle Nazioni Unite che quelle morti non riesce a impedirle. Sappiamo delle vittime civili e militari della parte governativa ma nulla sappiamo degli jihadisti della parte avversa rimasti sul campo. Le dimensioni sono ormai quelle di una guerra aperta. Nel corso di questi ultimi sei mesi, gli attacchi più cruenti nel mese di settembre. Il 17 i militanti di Boko Haram, travestiti da soldati dell’esercito, hanno aperto il fuoco su ciò che si muoveva lungo l’autostrada della città di Benisheik, in Borno. 150 vittime a caso. Il 29 a Gujba, nello stato di Yobe, sono stati uccisi nel sonno 40 studenti di un college universitario.

 

Non a caso, il 13 novembre, Boko Haram è stato ufficialmente inserito nella black list delle Foreign Terrorist Organizations dal Dipartimento di Stato americano. Boko Haram e Ansaru, altro gruppo jihadista di recente formazione. Si ritiene che si sia separato da Boko Haram agli inizi del 2012, ma non per questo risulta meno temibile. È stato proprio Ansaru a realizzare il sequestro dei sette dipendenti della Setraco Nigeria Limited nel febbraio scorso: tra di essi, tutti uccisi, c’era anche l’ingegnere italiano Silvanio Trevisan. A testimonianza della pericolosità attribuita da Washington ai jihadisti di Boko Haram, la taglia di 7 milioni di dollari che pende sulla testa del loro capo Abubakar Shekau, la cifra più alta stanziata dal governo americano per le filiazioni di Al Qaeda.

 

A partire da maggio, secondo i dati dell’Office for the Coordination of Humanitarian Affairs delle Nazioni Unite, Boko Haram ha realizzato ben 48 attacchi nei tre stati nordorientali di Borno, Adamawa e Yobe in cui il presidente Goodluck Jonathan ha dichiarato l’emergenza. Fondato nel 2002, il nome ufficiale dell’organizzazione è «Jama’atu Ahlis Lidda’awati Sunna wal-Jihad», che in arabo significa «Persone impegnate nella diffusione degli insegnamenti del Profeta e del Jihad». Successivamente la formazione paramilitare fu chiamata Boko Haram, che tradotto, vuol dire «L’educazione occidentale è peccato». Le prime operazioni militari su larga scala scattano nel 2009 quando il leader e fondatore del gruppo Mohammed Yusuf dichiara la Nigeria uno stato islamico.

 

I suoi miliziani iniziano a compiere attentati e razzie soprattutto nel nord est del Paese, dove è concentrata la maggioranza dei cittadini musulmani e dove è forte il dissenso nei confronti del governo centrale di Abuja. Vengono colpite soprattutto scuole e altri centri di aggregazione delle comunità cristiane. L’amministrazione americana già qualche mese fa aveva segnato nella lista dei terroristi più ricercati tre figure chiave di Boko Haram, tra cui il leader Abubakar Shekau. In realtà l’America aveva puntato i riflettori su Boko Haram da qualche anno, quando nel 2011 fu attaccato un edificio delle Nazioni Unite ad Abuja. L’anno dopo l’alto funzionario Usa Lisa Monaco, oggi consigliere del presidente sul terrorismo, aveva denunciato la presenza di Al Qaeda nell’Africa Occidentale.

 

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