Privacy Policy Tutti i Top Secret sulla rotta dei veleni dalla Siria all'Italia -
sabato 18 Gennaio 2020

Tutti i Top Secret
sulla rotta dei veleni
dalla Siria all’Italia

Una sorta di Onu dei veleni. Mezzi corazzati russi a trasportare il carico al porto siriano di Latakia. Navi scandinave, porto italiano (?), nave laboratorio Usa, cimitero oceano. Svelati in Croazia gli accordi internazionali segreti e la sicurezza di questo “domino” mortale va a farsi benedire

I tank russi. Sarà la Russia a occuparsi del trasporto delle armi chimiche siriane fino al porto di Latakia. Lo ha comunicato l’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche spiegando che i mezzi corazzati russi preleveranno il carico da dodici diversi siti. Il tragitto fino a Latakia sarà vigilato via satellite dagli Stati Uniti e dalla Cina. Da Latakia (o da Tartus, come vedremo dopo), il carico prenderà il mare su due navi messe a disposizione dai governi di Danimarca e Norvegia, attualmente attraccate nel porto cipriota di Limassol (altro segreto svelato o esibito?), che verranno scortate da due fregate fornite dalle marine dei due Paesi.

 

Nave laboratorio Usa. Destinazione del carico sarà un porto italiano non specificato dove verrà “parcheggiato” per poi essere trasferito a bordo di una nave della marina americana (forse non più il mercantile Cape Ray), che lo trasporterà in acque internazionali dove ne verrà eseguita la distruzione all’interno di un serbatoio in titanio attraverso il processo di idrolisi. Tempistica per la definitiva eliminazione di questa minaccia: si andrà oltre il 31 dicembre, prima tappa prevista dagli accordi. Problemi logistici per combattimenti lungo la strada tra Damasco a Homs, ma anche per le procedure per il transito di un carico così delicato in acque internazionali.

 

Pasticcio croato. L’Italia, coinvolta in tutta l’operazione vive tutto questo con grande imbarazzo politico. La notizia del nostro ruolo ci è arrivata dalla Croazia. Il primo ministro Zoran Mihajlovic voleva solo pararsi .. le spalle rispetto a voci che le armi tossiche siriane avrebbero fatto scalo in un porto del suo Paese e, tra lo stupido e l’ingenuo, ha svelato al mondo ciò che nessuno aveva ancora detto a noi cittadini in Italia. Accordi internazionali avevano stabilito che a contribuire allo smaltimento dell’arsenale chimico di Assad fosse l’Italia sul suo territorio, come punto di transito per l’imbarco sull’americana Cape Ray, ormai nota come “la nave dei veleni”.

 

Segreti burletta. Due sciocchezze in un colpo solo. Violati i protocolli di segretezza di Nazioni Unite e Opwc che non si erano neanche sognate di specificare come e dove lo smaltimento si sarebbe dovuto svolgere. Due, violate le banali regole di cortesia diplomatica con l’Italia, tanto da meritare un protesta formale delle nostre feluche. Toccava a Roma ovviamente rendere pubblico il piano concordato con le Nazioni Unite. Il problema più grave, oltre alle prossime scontate e comprensibili proteste della popolazioni del porto prescelto per lo scarico temporaneo di quelle terribili merci, resta il problema sicurezza. Incubo: carico sottratto a fatto esplodere.

 

Tutti sanno tutto. Catena di rivelazione pericolose: 1) l’indicazione che si tratterà del porto di Larnaka. La speranza é che quel nome sia un “depistaggio”, ma la Siria di porti in grado di muovere 600 tonnellate di carico contenuto in oltre 200 containers ne ha soltanto due. Quindi, o Larnaka o Tartus dove c’è anche la base militare russa. 2) Le navi una Danese una norvegese ora nel porto cipriota di Limassol. Tempo un giorno e vi diremo i nomi. 3) Conosci le navi e scopri in un attino il porto italiano dove finiranno quegli imbarazzanti 200 containers. 4) Scontate polemiche e paure e proteste, ma soprattutto enormi problemi di vigilanza.

 

Potrebbe piacerti anche