giovedì 23 maggio 2019

Turchia a sorpresa:
ladri figli di ministri
finiscono in galera

Rüşvet si dice in Turchia: corruzione. Uno scandalo porta in carcere i figli di tre ministri: nel partito del premier Erdogan, già molto criticato per la svolta tradizionalista islamica che sta imponendo al Paese, si apre una grave frattura. Mistero Fethullah Gulen, chierico turco ora negli Usa

Il governo di Tayyp Erdogan, già molto criticato per la svolta tradizionalista che sta imponendo alla Turchia subisce il maggiore scandalo della sua storie: i figli di tre ministri in carica assieme ad una serie di uomini d’affari sono finiti in carcere a Istanbul in un’indagine per corruzione. I businessman arrestati sono una ventina e tutti gravitavano nell’orbita del partito islamico al potere, Akp, l’Ak Parti, detta alla turca. Gli agenti della polizia finanziaria hanno anche perquisito anche la sede della “Hallbank” nella metropoli sul Bosforo. Dati di indagine raccolti ovviamente segreti, mentre è certo il crollo del 13 per cento nel valore delle azioni dell’istituto di credito.

 

L’intero gruppo di cui fa parte la Hallbank si richiamava al chierico Fethullah Gulen, un religioso turco che vive negli Stati Uniti e che nel sistema turco ha collocato da anni i suoi uomini in posizioni influenti negli apparati di polizia e nei servizi segreti, oltre che ovviamente nell’ “Akp”. Reazione prudente del premier: “Chiunque sia appoggiato da forze oscure e si sia organizzato in bande o gruppi di potere non può determinare i destini di questa nazione”, ha detto il premier durante un discorso nella città di Konya, in Anatolia, aggiungendo che “nessuno, sia dall’interno che dall’esterno, può scuotere le radici della Turchia tendendoci brutte trappole”.

 

Il partito al potere apparentemente prende le distanze dallo scandalo e sembra pronto a lasciare alla loro sorte i rampolli dei suoi ministri, ma bisognerà attendere dettagli sui contenuti dell’indagine prima di poter dire se ci saranno ripercussioni sugli equilibri politici. L’Ak Parti sostiene sempre di voler combattere la corruzione e di considerare tutti eguali di fronte alla legge ma dietro questo scandalo già affiorano le tracce dello scontro che da qualche tempo divide Erdogan ed il santone americano. Fehtullah Gulen non aveva mai sfidato Edrogan sul piano elettorale ma ha lungamente cercato di condizionarne l’operato attraverso il movimento “Hizmet”.

 

Hizmet è un movimento politico-religioso su posizioni molto più progressiste e filo occidentali rispetto a quelle del governo Erdogan. Una ipotetica “Ala sinistra” dell’AKP che aveva r4so pubbliche le sue critiche quanto si è trattato di liberalizzare l’uso del velo per le donne o di vietare l’aborto e il consumo di alcool. Queste prese di posizione avevano fatto guadagnare a “Hizmet” le simpatie della parte laica della popolazione, e adesso si aspetta di conoscere i dettagli dell’inchiesta per capire fino in fondo se si diriga contro la classe politica al potere o se abbia risvolti che finiranno col colpire gli islamici più progressisti.

 

Negli ultimi mesi il governo Erdogan, pure mantenendo nei sondaggi una maggioranza con ampi margini, è stato bersaglio di forti critiche per la svolta autoritaria che ha impresso alla politica interna e che ha scatenato nel Paese grandi manifestazioni di protesta. Il parco di piazza Taksim a Istanbul. Ora la spaccatura con Hizmet e Gulen potrebbe causare incrinature anche negli schieramenti sostengono Erdogan e la sua linea nell’Ak Parti, anche perché oltre alla “Hallbank” l’indagine ha raggiunto alcuni dei maggiori gruppi industriali del Paese, proprio quelli su cui Ankara sembrava fondare la propria avanzata tecnologica.

 

Intanto si trovano in carcere i figli di tre ministri di primissimo piano, quello degli Interni Muammer Guler, dell’Economia Zafer Caglayan e dell’Urbanistica e Ambiente, Erdogan Bayraktar. “Per i mercati emergenti è stata come una scossa sismica – dice Timothy Ash, capo delle ricerche alla “Standard Bank” – anche perché inevitabilmente il pubblico collega simili interventi ad una possibile frattura all’interno di “Akp” e ad uno scontro fra sostenitori di Erdogan e seguaci di Gulen”. Pensare che l’attuale rivale di Erdogan era stato costretto a riparare in America nel 1999 per sfuggire all’accusa di aver cercato di minare la laicità dello Stato.

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