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martedì 15 Ottobre 2019

Forconi Flop

Fallisce la marcia dei Forconi divisi su Roma. Casa Pound con la protesta, veneti e siciliani prendono le distanze. Previste 15mila presenze, ne arrivano solo 3.000. E la rabbia gridata si esaurisce di fronte al vuoto delle presenza e a certe presenze di troppo. I neri di Casapound fanno gruppo

3.000 persone alle 15, poco di più all’avvio dei discorsi. Solo un migliaio secondo la polizia. Piazza del Popolo impietosamente grande e impietosamente vuota, che si è riempita per metà della metà. Danilo Calvani, leader del coordinamento nazionale 9 dicembre, quello che se ne va a casa in Jaguar, arriva a piedi accolto da applausi che aiutano a scaldarsi. La piazza vuota si vede e Calvani non è orbo. A Corriere.it la giustificazione: «Purtroppo nei giorni scorsi è stata messa benzina sul fuoco, come se ci si dovesse aspettare qualcosa di grave, ma non avevamo problemi, eravamo certi che sarebbe stata una manifestazione tranquilla. Ognuno di noi, però, vale mille», prova a consolarsi.

 

Piazza semivuota pesano i pochi assenti e alcuni dei presenti. Assente Mariano Ferro, il leader “Moderato” del movimento. Ci sono invece e hanno aiutato a creare il vuoto attorno, circa 300 rappresentanti del centro sociale Casa Pound, che sventolano bandiere tricolori. Lungo la marcia dalla sede di via Napoleone III fino a piazza del Popolo ci sono anche applausi e cori di sostegno. Simone Di Stefano, vicepresidente del centro sociale, assicura: «Noi non abbiamo messo il cappello su questa protesta. Io, piuttosto che guardare chi c’è guarderei chi non c’è». Infatti pesa decisamente di più chi non c’è su quella piazza troppo grande da riempire con sola rabbia e così poche idee.

 

E dal palco di torna al Papa Re. Abbasso il Presidente della Repubblica Napolitano, viva Papa Francesco. «Uno di noi», risponde la folla in coro ma dal Vaticano non arrivano plausi. Alle 17 tutti a casa coi forconi tra le gambe mentre polizia sulla strada e politica nei palazzi tirano il fiato. I neri di Casapound restano i soli a masticare di politica e lanciano l’ultima provocazione: «Dobbiamo tramutare il ‘tutti a casa’ in qualcosa di più concreto come lo scioglimento delle camere perché il Parlamento non ha legittimità popolare. Grillo e i suoi parlamentari si devono dimettere e unire alla protesta, altrimenti vuole dire che sono rimasti invischiati nella scatoletta di tonno che volevano aprire».

 

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