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giovedì 24 Ottobre 2019

Dopo Fukuschima
altra catastrofe
Il Giappone riarma

L’occasione è la minaccia cinese alle isole Senkaku/Diaoyu. E il premier nipponico Shinzo Abe decide la formazione di una nuova agenzia per la sicurezza nazionale -le spie- e presenta i primi acquisti militari: caccia F-35, droni, sottomarini e un cacciatorpediniere. L’industria bellica applaude

Il Giappone costruirà caccia invisibili, droni e sottomarini a supporto della strategia nazionale di difesa. Difesa dalla Cina come dai tempi dell’Impero del Sol Levante. Lo ha annunciato ieri ilpremier Shinzo Abe, nel pieno della tensione con la Cina sulla questione delle isole Senkaku o Diaoyu. Giorni prima il premier aveva dato il via alla nuova agenzia per la sicurezza, il National Security Council, creato sulla falsariga del più noto NSC statunitense che agirà -questa la minaccia- secondo le disposizione di una cerchia ristretta di politici e alti funzionari dello Stato, fuori dal controllo istituzionale del parlamento. Più o meno come accade altrove: è il contesto a preoccupare.

 

Giappone sito

 

La strategia militare nipponica prevede la creazione di una “forza di difesa dinamica”. Secondo Abe, vorrebbe dire un Giappone che prativa “un pacifismo proattivo”. Un ossimoro e un giochino linguistico anche un po’ meschino per salvare la forma costituzionale della smilitarizzazione giapponese, ma che in realtà è solo il preludio a un progressivo riarmo del Paese e a una politica estera molto più aggressiva rispetto al passato. L’evidenza del neo-nazionalismo del premier che usa la presunta urgenza di contromisure per arginare la minaccia nordcoreana (credibile davvero il baby dittatore?) e soprattutto rispondere alla crescita non più solo economica della Cina.

 

Nel Giappone che ancora deve fare i conti col dopo terremoto del 2011, il governo ha deciso di spendere 240 miliardi di dollari -più 5% di spese militari- nel quinquennio 2014-2019. Tra i nuovi armamenti di cui è statoi deciso l’acquisto ci saranno 3 droni, 52 mezzi anfibi, 17 elicotteri Osprey e 5 sottomarini, oltre ad un cacciatorpediniere dotato di sistema antimissile Aegis e 28 caccia F-35. La Lockheed Martin a cui gli F-35 restano invenduti, ringrazia. La Cina non gradisce e ma certamente non faceva volare colombe di pace in quel mari condivisi. Come Abe che non aspettava che un pretesto per mettere in moto l’industria bellica del Giappone.

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