lunedì 27 maggio 2019

Per Madiba schivo
funerali esagerati
e tv del cordoglio

E’ stato l’ultima icona ideale che avevamo ereditato dal ‘900 e ci ha lasciato. Lui con l’umiltà di un grande. Noi nell’esagerazione della pochezza, mentre la Rai della lesina ha invaso il Sudafrica. La insensata gara tra testate che moltiplica i costi, non aiuta gli ascolti e forse neppure la qualità

Riposi in pace, come da prece, e riposi con lui tutta la sua grandezza umana chiusa con la morte. Il resto è questione di fede. Che Mandela si trovi a chiacchierare con Padreterno o con Luther King o non sia più e basta, è materia per Francesco Papa che, in questo periodo dell’anno è impegnato. Che i funerali di Mandela siano stati i più lunghi nella storia dell’uomo dopo quelli dei faraoni, è semplice constatazione. L’impressione è stata quella che i vivi avessero molto da farsi perdonare dal morto e cercassero una assoluzione postuma rapportata alla dimensione data al Triste Evento. E il mondo, nel razzismo ancora praticato non solo in Sudafrica, da farsi perdonare ha davvero tanto.

 

Il guaio è la televisione e la massa dei media, costretti a dare rilievo, ad esaltare nell’universale rimpianto lo stesso fatto che non puoi neppure interpretare e si racconta da solo: 1) è morto Mandela, 2) chi era e cosa ha fatto Mandela, 3) chi piange Mandela, 4) il funerale di Mandela. Il resto -come detto- sono affari di Mandela. Personalmente credo che dopo una settimana di esequie e di laudi sperticate e senza ritegno anche l’eventuale anima di Mandela si sia un attimo infastidita. “E basta, non esagerate”, ci avrebbe detto e con ragione Madiba. “E poi tutta questa folla di giornalisti e giornaliste! Ma che cavolo dovevano raccontare? L’ultimo mio respiro dopo che ero già morto”?

 

La Rai in Sudafrica ha schierato un esercito. Ma chi parla di crisi? Le testate digitali si moltiplicano per rosicchiare anche le ultime nicchie di ascolti calanti e qui si moltiplichi gli inviati? Ovviamente c’erano tutte le testate generaliste. Nell’ attesa di ridurne le edizioni (e il numero) a favore del rullo “All news”, che si fa? Moltiplico le persone sullo stesso fatto. Da vecchio telecronista inciampato in diversi funerali di Stato, giuro che non esistono variazioni nelle esequie. Non c’è funerale di destra o di sinistra o letture complesse del cordoglio che consigli diversi celebranti con tele-camera ardente. Difficile anche immaginare una “linea editoriale” alternativa nel narrare il trapasso già oggi remoto.

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