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giovedì 19 Settembre 2019

Cile: el pueblo unido
al femminile
oggi potrebbe vincere

Ballottaggio per le presidenziali. Con più voti al primo turno Michele Bachelet, la candidata della Nueva Mayoría, la coalizione del centrosinistra. Insegue Evelyn Matthei, candidata dell’Alianza, conglomerato di centrodestra ed ex ministra del Lavoro del governo conservatore di Sebastian Piñera

Partita tutta al femminile come ama sottolineare senza grande originalità tutta la stampa mondiale. Dopo il voto del 17 novembre tra ben nove candidati, al ballottaggio partita classica tra destra e sinistra e -più insolito- tra due donne. Da un lato Michelle Bachelet, la stessa donna che nel 2006 vinse le elezioni presidenziali dichiarando di incarnare tutti i peccati del Cile moderno: “sono socialista, divorziata e agnostica”. Dall’altro lato Evelyn Matthei, candidata dell’Alianza di centrodestra ed ex ministra del Lavoro del governo di Sebastian Piñera. Sondaggi conl lieve vantaggio della Bachelet

 

La Bachelet è passata al ballottaggio con il 46,68% delle preferenze mentre Evelyn Matthei è risultata la preferita per il 25,05% degli elettori. Va ricordato che ibn Cile, sino alla scorse elezioni i cittadini rischiavano la multa se non si recavano alle urne. Queste presidenziali sono le prime elezioni col voto volontario e peserà l’astensionismo. Nel primo turno la percentuale di votanti è arrivata solo al 56%, la più bassa dal 1990. A danno di quale delle due candidate l’astensionismo? Il presidente del Senato Jorge Pizarro, già teme una sorta di delegittimazione del futuro governo.

 

La sinistra di Nueva Mayoría è risultata la vincitrice del primo turno, ma in Parlamento la situazione si complica. L’ampio vantaggio ottenuto dalla leader del centrosinistra non coincide col risultato nelle Camere, dove l’alleanza della Bachelet non ha i seggi necessari per le riforme volute. Con una maggioranza semplice passeranno la riforma fiscale e quella del lavoro. Servirà invece la maggioranza qualificata che manca per la ristrutturazione del sistema educativo, la revisione della costituzione e la modifica della legge elettorale, veri bastioni del discorso elettorale della Bachelet.

 

Partita aperta non soltanto oggi ma nel prossimo futuro per il Cile. Utile ricordare le valutazioni dei risultati del primo turno del 17 novembre. “Una vincita amara e una dolce sconfitta”, fu la definizione giornalistica azzeccata. Vittoria amara per Michelle Bachelet che era convinta di vincere senza necessità del ballottaggio. Dolce sconfitta per Evelyn Matthei che non era accreditata neppure tra i primi tre concorrenti. Ora la conta decisiva con scarse probabilità statistiche di sorprese. Ma la statistica è scienza e testa mentre domani decide il consenso popolare è a volta più pancia che testa.

 

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