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sabato 18 Gennaio 2020

Computer traditore
col giochino spia

“I tre giorni del Condor” resta uno splendido film di spionaggio. Un improbabile Robert Redford spia scopre una trama analizzando un libro giallo. Ora le spie vere vengono a dire che coi giochini da computer potrebbero viaggiare innominate minacce e capitali sporchi. Per tutelarci ci spiano!

Avete presente il film “I tre giorni del Condor” con un giovanissimo Redford? Datato ma sempre bello quel tecnicolor. Se vi capita guardatelo. Nel film, Redford-agente Condor faceva parte di una sezione della Cia che si occupava di leggere di tutto, anche le scemenze, a caccia di qualche traccia spionistica o di messaggi o di trame. Fantapolitica finita, nel film, in un macello Ma chi lo spionaggio lo fa davvero, in quanto a fantasia o paranoia batte Holliwood. Ora le spie vere temono che i terroristi possano sfruttare i giochi online per i computer. Forse sta già accadendo, sostiene qualcuno.

 

Ed ecco che spie americane e inglesi (vere) si sono infiltrate nei mondi fantastici di World of Warcraft e Second Life a vigilare -dicono- e a raccogliere dati attraverso quei passatempi online giocati da milioni di persone in tutto il mondo, e qursto è molto più credibile. Del resto lo svela anche Edward J. Snowden, nei documenti della National Security Agency divulgati. Le carte Nsa rubate da Snowden parlano del timore che reti terroristiche o criminali potrebbero utilizzare i giochi per comunicare segretamente, o spostare denaro sporco, o per organizzare campagne stampa si bersagli prescelti.

 

Mentre a Langley giocano a Candy Crush, il presidente del Niger Mahamadou Issoufou afferma che la Libia rischia di diventare come la Somalia, uno stato che non c’è. Il presidente ha fatto le sue preoccupanti considerazioni dopo che uomini armati nella città di Bengasi avevano ucciso un insegnante americano. Le dichiarazioni di Issoufou sono arrivate non a caso prima del vertice franco-africano di Parigi. Sottinteso: visto che voi l’avete “liberato” la nuova Libia, ora metteteci una pezza. Il Niger confina con la Libia a sud e ha combattuto gli islamisti dentro casa.

 

Priorità strategica per i servizi britannici, mantenere le posizioni a Cipro. Lo ribadisce un file segreto delle agenzie di intelligence tra cui il GCHQ, la signal intelligence della Gran Bretagna (l’equivalente della Nsa statunitense). Messaggio: occorre mantenere una presenza efficace a Cipro. I file parlano anche di storia e rivelano che l’arcivescovo Makarios, il leader primo presidente di Cipro, quando l’isola ottenne l’indipendenza nel 1960 accettò non solo le basi militari del Regno Unito, ma anche l’aiuto nella creazione dei servizi segreti. Le spie di Cipro (parte greca), parlano inglese.

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