• 19 Febbraio 2020

La Germania in divisa
sembra quasi pacifista

Grande Germania A400M sitoBerlino ha speso 48,6 miliardi di dollari nel 2012, una quota di 2,6 punti percentuali più alta rispetto all’ anno precedente ma tuttavia più bassa degli anni 2009 e 2010. Spende relativamente poco ma incassa molto. Infatti è il primo esportatore di tecnologia bellica dell’Unione Europea e il terzo al mondo. La maggior parte delle esportazioni tedesche sono destinate a paesi europei, nordamericani e asiatici, con interessanti vendite anche in Medio Oriente in cui si notano alcune esportazioni verso l’Iran, Africa e Sudamerica.

 

L’industria bellica tedesca si caratterizza per una serie di collaborazioni importanti nella costruzione di armamenti sia a livello europeo che con altri stati del mondo. Una commessa interessante è quella, firmata nel 2007, che prevede la fornitura di ben 182 carri armati Leopard-2A4 a Singapore.

Le importazioni invece coinvolgono Italia, Austria, Svezia, Paesi Bassi e Svizzera, Stati Uniti e Israele. L’acquisto più interessante di Berlino sono i tre UAV Heron prodotti da Israele, con l’aggiunta di 10 cannoni navali comprati dall’Italia e 81 APC dalla Svezia.

 

Le forze armate tedesche stanno attraversando un periodo di ristrutturazione e di ridimensionamento che nel 2015 porterebbe a un taglio di 37 mila unità.

L’esercito sarà ristrutturato con solo tre divisioni al posto delle cinque precedenti, mentre le brigate saranno ridotte da undici a otto. Analogo ridimensionamento per il personale civile.

La forza aerea e la marina saranno organizzate intorno a unità operative e unità di supporto. Inoltre, i tagli annunciati nel 2011 hanno portato alla chiusura di alcune basi militari e alla riduzione di attrezzature.

Oltre a queste riduzioni di spese e organico, l’obiettivo della Germania rimane quello di assicurarsi una importante proiezione di potenza a livello internazionale sostenuta dalla probabile entrata in servizio dell’aereo da trasporto strategico A400M.

 

Il varo del Department of Information and Computer Network nel 2009 testimonia come la cyber sicurezza sia anche per la Germania al centro delle esigenze strategiche e operative. Alcune unità della Bundeswehr mantengono grande capacità di information and communication technology ed è anche stato inaugurato un Consiglio Nazionale per la Cyber Sicurezza.

 

Le spese militari di Berlino dal 2003 (49,4 miliardi di dollari) ha subìto una prima flessione arrivando, fra il 2006 e il 2007 a poco più di 40 mld $. Successivamente si è incrementata fino ai quasi 50 miliardi di dollari del 2010 per poi scendere ancora nel 2011 (48,2 mld $) e risalire leggermente nel 2012 (48,6 mld $).

 

Altro dato interessante è rappresentato dalla spesa militare pro capite. Con una popolazione di 82.056.775 abitanti e spese militari per 48,617 miliardi di dollari ogni cittadino tedesco spende, nel 2012, 592 $. La Germania risulta essere così uno dei grandi paesi europei con il miglior rapporto fra spesa militare e popolazione e si piazza, in questa speciale classifica, oltre che dietro Francia e Regno Unito, anche dietro a Danimarca (811 $), Finlandia (717 $), Lussemburgo (715 $), Svezia (682$), Paesi Bassi (624$), Cipro (621$) e Grecia (616 $).

 

(Fulvio Nibali, Archivio Disarmo)

 

Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

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