venerdì 19 luglio 2019

Cara Ue un po’ avara
con 20 miliardi
l’Ukraina si fidanza

Alla fine tra l’ovest europeo dei lustrini sperati e l’est del petrolio certo perché non scegliere ambedue? Slavi ortodossi che hanno imparato il commercio severo della steppa gli ucraini vanno al sodo. Cara Ue, ora che una parte di noi ti ha invocato in piazza vuoi aprire i cordoni della borsa?

“Coloro che si sono radunati in Piazza dell’Indipendenza chiedono che l’Accordo con l’Unione sia sottoscritto immediatamente. Anche il governo è favorevole a farlo il prima possibile, ma vogliamo creare le condizioni per ridurre al minimo le perdite per la nostra economia”, ha spiegato il premier Mykola Azarov. “Abbiamo invitato la Commissione Europea – ha proseguito – a valutare appunto in quali condizioni l’industria ucraina e l’economia nel suo complesso possano funzionare. Proponiamo di risolvere la questione”, ha sottolineato Azarov, “attraverso l’offerta all’Ucraina di assistenza finanziaria e abbiamo stabilito il suo ammontare approssimativo in 20 miliardi di euro”.

Government opponents continue protests in Ukraine
Dopo tanta piazza, finalmente i discorsi seri. A Kiev c’era una piazza rumorosa che ora si ritira, assieme a stanchi poliziotti in assetto antisommossa. E’ finita bene. La polizia è entrata nella notte in piazza Indipendenza e le ruspe hanno cominciato a smantellare le barricate. Alcune migliaia di dimostranti, molti dei quali con un caschetto di protezione arancione (memoria e simbolo di trascorse azioni di piazza) , continuano a contestare ma lo sgombero prosegue. I poliziotti finora si sono fatti largo più a colpi di scudo che di manganello, quasi per un tacito (o contrattato) accordo. La preoccupazione di molti è ora rivolta a eventuali provocatori -di qualsiasi parte possibile- che potevano facilmente infiltrarsi e far detonare tutto.

 

Il premier rilancia verso l’Unione Europea alzando il prezzo di una Ukraina amica dell’ovest ma con le sue origini e la sua anima ed est. L’opposizione arancione che si vede ora perdente, urla ancora di più: “Noi non perdoniamo: qui ci saranno milioni di persone ed il regime crollerà”, ha gridato dal palco il responsabile del partito di Yulia Tymoshenko. Unione europea, tifosa di parte e Washington schierata per convenienza. Il segretario di Stato Usa John Kerry “esprime il suo disgusto per la decisione delle autorità ucraine di rispondere alla manifestazione pacifica in piazza Maidan a Kiev con polizia antisommossa, ruspe e manganelli”. Protesta Usa  e  il conto da pagare girato a Bruxelles.

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