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mercoledì 23 Ottobre 2019

Thailandia caos:
Premier contestata
e senza Parlamento

Tensione alle stelle e timore di ulteriori disordini. Oltre centomila persone in piazza a Bangkok, marcia verso il Palazzo del governo. Elezioni generali il 2 febbraio. Il potere ereditario della famiglia Shinawatra. L’ex premier Thaksin, in esilio per corruzione s’è fatto cittadino montenegrino

La prima mossa è stata della premier contestata Yingluck Shinawatra che, sollecitata dalla piazza ad andarsene a casa, è stata lei a sciogliere il Parlamento. Procedure costituzionali audaci sembrerebbe. Lo ha annunciato in una conferenza stampa in tv, proprio mentre decine di migliaia di manifestanti anti-governativi si preparavano a una marcia verso il palazzo del governo. Poco dopo la proposta di data per il voto. Elezioni legislative thailandesi il prossimo 2 febbraio. Ma la data deve ancora essere approvata dalla Commissione elettorale. Domenica tutti i 153 deputati del Partito democratico thailandese, il principale dell’opposizione, avevano dato le dimissioni dal Parlamento.

 

Il leader della protesta anti-governativa thailandese, Suthep Thaugsuban, ha comunque ribadito l’intenzione di portare a termine la «marcia sul governo» verso il palazzo dell’esecutivo a Bangkok, nonostante l’annunciato scioglimento del Parlamento. «Non abbiamo ancora raggiunto il nostro obiettivo. Lo scioglimento del Parlamento non è il nostro obiettivo», ha detto Suthep alla Reuters, dopo che per settimane ha proposto la creazione di un «Consiglio del popolo» nominato per rimpiazzare il «regime di Thaksin» Shinawatra, ex primo ministro e fratello dell’attuale premier. A Bangkok, decine di migliaia di manifestanti circondano il palazzo del governo. Tensione altissima.

 

Re Bhumibol Adulyadej, ottuagenario in precarie condizioni di salute, ha dato la sua approvazione per lo scioglimento delle Camere e per la data delle nuove elezioni che, con tutta probabilità riporterebbero al governo la stessa Yingluck, dato l’ampio consenso popolare di cui ancora gode al di fuori delle aree urbane. Il partito di maggioranza Pheu Thai ha annunciato che il prossimo 11 dicembre si riunirà per designare Yingluck come capolista nelle prossime elezioni e come candidato Premier. Per questo l’opposizione chiede che il Paese venga governato da un organo non eletto, il Consiglio del Popolo, di cui non è nota la composizione e la modalità di scelta dei suoi membri.

 

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