Privacy Policy La spia principesca e l'Arabia pacifista -
mercoledì 22 Gennaio 2020

La spia principesca
e l’Arabia pacifista

Protagonista della storia non è per la verità una spia qualunque. Nasce principe, è il figlio più giovane del defunto re Faisal di Arabia, si chiama Turki e ha diretto l’agenzia di intelligence del regno Al Mukhabarat Al-A’amah dal 1979 fino al 2001 oltre che a fare un po’ l’ambasciatore in UK e Usa

Spia per caso e principe per famiglia, l’ex direttore dei servizi segreti dell’Arabia Saudita sollecita gli stati petroliferi arabi a trattare con l’Iran. L’ influente ex direttore dei servizi segreti dell’Arabia Saudita ha esortato gli stati petroliferi arabi a darci un taglio su ostilità un di fede e di soldi e a decenni di stallo diplomatico. Non rimanere tagliati fuori dalla gestione dell’accordo sul nucleare con la Repubblica islamica e i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite più la Germania. Accordo elementare: più controlli sul nucleare solo civile, meno sanzioni.

 

L’Arabia Saudita, che inizialmente respinto l’accordo, ora lascia da solo Israele sulla linea dell’ intransigenza. Il Regno dovrà essere tra diversi Stati arabi produttori di petrolio che avrà un posto al tavolo dei negoziati con l’Iran. Infatti, per la principesca ex superspia di scuola americana, i negoziati sul programma nucleare iraniano dovrebbero “non limitarsi alla P5 +1” e coinvolgere il Consiglio di cooperazione del Golfo, l’ unione politica ed economica degli stati petroliferi arabi che si affacciano sul Golfo Persico e che è guidato dall’Arabia Saudita. Obiettivo, il beneficio comune.

 

Il principe Turki dunque come campione di realismo e conoscitore della geografia. “L’Iran è nel Golfo e ogni sforzo militare [presumibilmente da intendersi degli Stati Uniti e Israele] interesserà tutti noi”. Se guerra non sarà, sottintende il principe realista, Riyadh deve tifare per vedere l’Iran migliorare anche le sue relazioni con i paesi arabi sunniti. Una riavvicinamento tra le due obbedienze dell’Islam che potrebbe diventare “un fattore di stabilità” nella regione. Assieme al il prezzo del petrolio. Infine il principe Turcki ha chiesto a Teheran di smetterla con Assad in Siria.

 

Dipartimento di Stato, Pentagono o Cia, in lingua araba.

 

Potrebbe piacerti anche