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domenica 17 20 Novembre19

Degli orrendi Mostri
minacciano gli oceani

Un mostro d’acciaio di 600 mila tonnellate. Si chiama Prelude è sarà l’oggetto galleggiante più grande mai costruito. Follia tecnologica per estrarre e produrre direttamente gas galleggiando al largo della costa nord-occidentale dell’Australia. La Shell sui giacimenti australi

Puntano tutto sul gas naturale, sia l’ Australia sia la Shell, e lo fanno pensando decisamente in grande. È di venerdì la firma ufficiale della Royal Dutch Shell sulle carte del Prelude Flng Project: la realizzazione della Prelude, enorme nave-impianto di gas naturale liquido per lo sfruttamento dei ricchissimi fondali australiani. La prima raffineria galleggiante detta anche l’”Oggetto” galleggiante più grande mai costruito. Una “Cosa” e non una nave, visto che per spostarsi deve essere trainato.

 

Immaginate che l’Empire State Building di New York prenda improvvisamente il mare. Il “Mostro” (così preferiamo chiamarlo) sarà lungo 488 metri, largo 75 e peserà  600mila tonnellate (come sei portaerei e tre Oasis of the Seas, la più grande nave passeggeri del mondo). La Prelude sarà costruita in Corea del Sud. Una volta completata, sarà ancorata a circa 400 chilometri dalle coste di Broome, nella parte nordoccidentale dell’Australia, in corrispondenza del giacimento scoperto dalla Shell nel 2007.

 

Prelude

 

Resterà lì per 25 anni, prima di essere revisionata. Secondo i progetti sarà in grado di resistere ai tifoni più prorompenti. C’è da spararlo altrimenti le catastrofi ambientali di ieri ci sembreranno un secchio di petrolio in mare. A partire dal 2017, quando sarà operativo, questo mostro produrrà l’equivalente di 110mila barili di petrolio al giorno, 5,3 milioni di tonnellate annue tra gas naturale liquido, condensato e Gpl. Energia per le grandi economie emergenti, come la Cina. La nave raffredderà il gas per ridurne il volume di  600 volte e trasportarlo in Asia.

 

La Shell non ha dichiarato ufficialmente i costi dell’intera operazione, stimati lo scorso anno a poco meno di 4 miliardi dollari. Trenta, invece, i miliardi che la compagnia intende investire in Australia nei prossimi 5 anni. Nelle prospettive del colosso anglo-olandese, infatti, oltre al progetto Prelude che -promettono- creerà almeno 350 nuovi posti di lavoro diretti ci sono altri progetti e diversi altri minacciosi studi esplorativi e di fattibilità che riguardano energia ma soprattutto risorse vitali per il pianeta: quelle ambientali.

 

 

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