venerdì 23 Agosto 2019

Berlusconi bulgaro
alla corte di Simeone

Formigoni evoca l’esilio bulgaro per il Cavaliere escludendolo. Intanto se ne parla. Scambio di favori tra Silvio e Simeone II in ricordo del passato? La storia mai raccontata della “Internazionale Azzurra” che portò un ex Re e diventare Premier di una Repubblica. A Sofia fu l’editto bulgaro

La sparata arriva dal quel grande comunicatore di Formigoni che sa come far diventare notizia anche le smentite: «Berlusconi candidato in Bulgaria? Non lo escludo, ma non ci credo». Tradotto: è una cavolata ma, tra le tante, giochiamo pure a questa visto che offre comunque visibilità. Poi il senatore di Ncd risorto del limbo della dimenticanza: «C’è stata un’analisi di fattibilità, ma lui ha detto chiaramente che vuole stare in Italia». Roberto Formigoni, intervistato da Radio Capital: «Se ne parla da settimane, perché qualcuno si era premurato di far avere a Berlusconi delle analisi sulla fattibilità. C’è qualcuno che insiste su questa ipotesi, ma non credo che alla fine si candiderà».

 

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RemoContro aggiunge qualcosa. Le trattative per un Berlusconi bulgaro non soltanto ci sono state ma si sono svolte al massimo livello. Direttamente con l’ex re ed ex premier di Bulgaria Simeon Borisov Sakskoburggotski, per l’anagrafe della repubblica bulgara, o Simeone II Sassonia-Coburgo-Gotha per i nostalgici della monarchia. Simeone è figlio di Boris III e di Giovanna di Savoia, figlia di Vittorio Emanuele III. Fu re di Bulgaria dal 1942 al 1946. Nel 1946 la monarchia fu abolita con referendum plebiscitario, travolta dal discredito della alleanza voluta dalla monarchia con Hitler non riscattata dal tentativo di zar Boris II di allontanarsi da Hitler e difendere il Paese occupato.

 

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L’elemento poco noto alla cronaca, se non proprio alla storia, il forte sostegno di più generi ottenuto da l’ex Re Simeone nel suo lungo esilio italiano dall’allora neonato partito berlusconiano di Forza Italia. Il segreto tra Silvio e Simeone era cementato dell’esistenza di una “Internazionale azzurra”. Personaggi buffi, di solida e malinconica fede monarchica italiana chiamati a fare corte attorno al nipotino Sassonia-Coburgo-Gotha dei Savoia. Incontro diretto e non immediatamente fraterno tra i quei sostenitori e l’allora cronista che ora ricorda. Tutti in trasferta a Sofia, luglio del 2001. Per corsi e ricorsi della storia, l’anno successivo, sempre a Sofia l’ormai storico “editto bulgaro” sulla Rai.

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