venerdì 19 luglio 2019

L’ex KGB Litvinenko
avvelenato a Londra
era una spia del MI 6

La morte l’ex agente del KGB Aleksandr Litvinenko, morto per avvelenamento radioattivo resta segreto di Stato in Gran Bretagna. Ora si afferma che tradiva Mosca da tempo lavorando per i servizi segreti britannici e spagnoli. Il quotidiano britannico Independent ne avrebbe le prove

Il ministro degli esteri britannico Hague ha vinto la causa in cui il Foreing Office chiedeva di conservare il segreto sui documenti relativi alla morte dell’ex spia del KGB Alexander Litvinenko. Una precedente sentenza aveva dichiarato pubblici i documenti governativi sulla morte dell’agente segreto. L’Alta Corte ha annullato la precedente sentenza e tutto torna nel segreto. A partire dell’ inchiesta per avvelenamento con polonio radioattivo in un albergo di Londra nel novembre 2006 e ancora oggi è oggetto di una disputa in corso sul fatto se sarà in grado di considerare pienamente alcun ruolo svolto dallo Stato russo nell’uccisione.

 

Litvinenko era un dipendente del KGB sovietico il temuto Comitato per la sicurezza dello Stato, il Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti, e successivamente dell’SFB, la Federal’naja služba bezopasnosti, i Servizi della Rossijskoj Federacii. Lo fece sino al 2000 quando disertò con la famiglia nel Regno Unito. Ben presto divenne noto come critico aperto del presidente russo Vladimir Putin, suo vecchio Capo al KGB. Nel 2006 Litvinenko è stato ucciso attraverso una forma sofisticata e tuttora misteriosa di avvelenamento radioattivo subito dopo aver incontrato l’ex collega KGB / FSB Andrey Lugovoy in un ristorante di Londra.

 

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Un giallo e spy story con pagine anche italiane. La caricaturale vicenda della Commissione parlamentare d’inchiesta sul “dossier Mitrokhin” e la presunta attività d’intelligence fatta da tale Mario Scaramella, devinito da Wikipedia “un faccendiere italiano salito alla ribalta nel 2006 in seguito all’avvelenamento di Aleksandr Litvinenko”. Si rincorreva la bufala di un Romano Prodi agente del KGB. Era invece vero l’isotopo di polonio-210 ingerito da Aleksandr in locali di Piccadilly dove aveva pranzato proprio insieme a Mario Scaramella. Ma prima si era incontrato con gli ex agenti del KGB Andrei Lugovoi e Dimitri Kovtun.

 

In molti da sempre sospettano che ci sia il governo russo dietro l’assassinio di Litvinenko. La famiglia di Alekandr ha sempre sostenuto che i suoi assassini non hanno ucciso solo un disertore ma anche un ufficiale dei servizi segreti britannici. Dunque un abile doppiogiochista. Ucciso su ordine del Cremlino dopo aver scritto il libro “Blowing Up Russia”. Nel volume si sosteneva che i 1999 attentati terroristici a Mosca attribuiti ai separatisti ceceni, siano invece stati perpetrati dai servizi segreti russi. L’ indignazione popolare e la paura dopo le oltre 300 servivano per spingere Putin al potere e lanciare una sanguinosa guerra in Cecenia.

 

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