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mercoledì 18 Settembre 2019

Per l’Ucraina meglio
l’est del petrolio
che l’ovest dell’Euro

L’Ucraina sembra aver scelto a favore della sua anima orientale. Se non è l’anima è il portafoglio. Si allontana dall’Unione malconcia e cede alle pressioni del presidente russo Vladimir Putin. Kiev ha sospeso i preparativi per l’accordo di associazione all’Ue e conferma l’amore a Sacra Madre Russia

Stretta tra due fuochi, Kiev ha dunque scelto Mosca. Un po’ grazie alla “spinte” molto decise venute da Putin, un po’ per la inadeguatezza della proposta europea di svolta occidentale per quella terra di confine definita dalla storia. Uno strappo con Putin nell’immediato avrebbe potuto danneggiare pesantemente un’economia già in crisi e soffocare l’intero sistema delle esportazioni visto che la Russia rappresenta il principale sbocco dei prodotti ucraini. La minaccia di Mosca di mettere in atto una guerra commerciale che avrebbe messo in ginocchio la sua economia, ha convinto l’Ucraina a fare marcia indietro e ad annunciare il suo ritorno nell’area dell’ex blocco sovietico con la futura adesione all’unione doganale promossa dalla Russia di cui fanno già parte alcune ex repubbliche sovietiche.

 

Per Putin la decisione di Kiev rappresenta certamente una vittoria schiacciante dopo aver ostacolato per mesi quello che, dal Cremlino, è stato visto come un pericoloso tentativo di invasione di campo da parte dell’UE e della Nato. Del resto, secondo molti osservatori, l’Ue non avrebbe offerto una degna contropartita in grado di compensare le eventuali perdite inflitte dai russi. Qualcuno si è spinto oltre, affermando che a mandare in fumo la trattativa sarebbe stata la richiesta da parte di Bruxelles della liberazione dell’ex premier Yulia Tymoshenko -in carcere per corruzione- in cambio dell’accordo di associazione. Insieme al decreto di sospensione votato dal parlamento ucraino, è stata infatti rigettata anche la richiesta di consentire alla leader politica di recarsi in Germania per curarsi.

 

Continua intanto a Kiev la protesta organizzata dai partiti dell’opposizione contro l’abbandono dell’ accordo di associazione con l’Ue. Alcune centinaia di dimostranti riuniti nella piazza simbolo della Rivoluzione arancione filo-occidentale di nove anni fa. Il campione di pugilato e leader del partito ‘Udar’, Vitali Klitschko, ha raggiunto i dimostranti e li ha esortati a “continuare a manifestare finché l’accordo di associazione con l’Ue non sarà firmato”. Scontri tra manifestanti e forze dell’ordine anche ieri, dopo che i contestatori avevano tentato di irrompere nella sede del governo. Secondo il leader del partito ultranazionalista ‘Svoboda’ (accusato di razzismo, omofobia e antisemitismo) sono state le forze dell’ordine che hanno “provocato” i “pacifici” manifestanti. Si entra intanto nei dettagli del mancato accordo con l’Ue.

 

Un miliardo offerto da Ue, si viene a sapere. “Un’offerta a un mendicante” ha dichiarato il premier ucraino Mikola Azarov in un’intervista alla tv russa. Azarov ha precisato che la proposta europea è stata avanzata solo oralmente e che il miliardo di euro sarebbe stato versato a Kiev in sette anni. Il premier ha quantificato in circa 160 miliardi di euro gli investimenti necessari all’Ucraina per adottare gli standard europei e ha ripetuto di aver più volte esortato Bruxelles a offrire un adeguato compenso ai danni causati all’economia ucraina dal peggioramento dei rapporti commerciali con la Russia e gli altri paesi della Csi in caso di accordo con l’Ue. Ovviamente la Ue “disapprova con forza le posizioni e le azioni russe”. Lo hanno scritto José Manuel Barroso e Herman Van Rompuy in una dichiarazione congiunta.

 

“L’Unione europea -cercano di metterci una pezza Barroso e Van Rompuy resta pronta a chiarire alla Federazione russa l’impatto di reciproco beneficio di un aumento del commercio e degli scambi con i nostri vicini, continuando a rispettare pienamente la sovranità e l’indipendenza dei nostri partner orientali così come la natura bilaterale degli accordi di associazione e libero commercio”. Barroso e Van Rompuy oltre a deplorare le mosse di Mosca, nella nota cercano anche di rassicurarla: definiscono l’accordo come “opportunità per accompagnare i nostri comuni vicini verso una democrazia moderna, prospera e fondata sul diritto” e aggiungono che “relazioni più forti con l’Unione europea non vanno a spese delle relazioni con gli altri vicini, come la Russia”.

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