Privacy Policy
mercoledì 16 Ottobre 2019

Accordo sul nucleare: Iran non più nemico, Israele ancora amico?

Applausi per lo storico accordo ma subito le tensioni si trasferiscono in casa statunitense. Al Congresso dove i repubblicani su schierano con Israele, contestano Ginevra e chiedono nuove sanzioni contro Teheran. Intanto stop all’arricchimento dell’uranio iraniano, e fine delle penalità economiche

Accordo sul nucleare
Ora la bomba è in casa Usa.
Obama: “un primo passo che rende il mondo più sicuro. Ora c’è ancora da lavorare”. Il Presidente Usa subito dopo ha chiesto in diretta tv, al Congresso di non imporre nuove sanzioni contro Teheran, che ”potrebbero far saltare questa intesa di Ginevra”. Parla al Congresso, Obama, e guarda oltre oceano, ad Israele che subito tuona contro quell’avvio d’accordo. “Oggi l’Iran ha ottenuto esattamente quanto voleva: un alleviamento sostanziale delle sanzioni e il mantenimento di componenti importanti del proprio programma nucleare”. Lo afferma il premier israeliano Benyamin Netanyahu, secondo cui si tratta dunque di un ”cattivo accordo”.

kerry_zarif_2

Un NO sempre e comunque. A Ginevra l’ultimo scoglio da superare era quello sul reattore ad acqua pesante di Arak e sulle misure necessarie da parte del governo iraniano per un blocco delle attività di arricchimento. Sul fronte occidentale le difficoltà sono -come già visto già dai primi accenni di polemica- di ordine geostrategico. Nei giorni precedenti ai colloqui di Ginevra, l’atmosfera all’interno del dibattito politico di Washington era caratterizzata da un misto di speranza e di pessimismo scettico. Molti nell’establishment politico di Washington hanno esortato e spingono il Congresso  ad approvare una nuova serie di sanzioni economiche la Repubblica Islamica.

attacco_iran sito

Senza quel nemico Israele teme. Voci scettiche alla vigilia e di condanna subito dopo da parte di Israele, l’alleato Usa più fedele nella regione. Il governo di Gerusalemme si era categoricamente opposto a  qualsiasi tipo di riduzione delle sanzioni prima di aver ottenuto forti rassicurazioni che Teheran abbia effettivamente arrestato tutte le attività nucleari di natura militare. L’accordo firmato a Ginevra prevede queste garanzie, ma ciò non basta al premier israeliano Netanyahu che minaccia: “Israele non è obbligata dal presente contratto e farà di tutto per difendersi e per difendere la sicurezza del suo popolo”. Aria di sabotaggio sul processo di riavvicinamento tra Iran e Occidente.

Potrebbe piacerti anche