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martedì 19 20 Novembre19

AAA. Italia offresi
ma chi ci compra?

Il governo ha annunciato un primo pacchetto di dismissioni da 10-12 miliardi che prevede la cessione di quote di controllo di alcune società e la cessione di quote minoritarie per altre. 8 le società in offerta: Eni (solo il 3%), Stm, Fincantieri, Cdp Reti, Tag, Grandi stazioni, Enav e Sace.

Dunque l’Italia ha deciso di vendere delle società che appartengono allo Stato. Sono 8 le società in offerta speciale. Eni, Stm, Fincantieri, Cdp Reti, Tag, Grandi stazioni, Enav e Sace. Ovviamente diverse le quote in vendita delle diverse società. Della Sace e Grandi stazioni, sarà venduto il 60%, di Enav il 40%, di Fincantieri il 40%, di Cdp Reti il 50%. Di Eni sarà venduta una quota ridotta, pari a circa il 3%. Sarà venduto se qualcuno vorrà comprare, ma questo non è stato dichiarato.

 

Per quanto riguarda l’Eni, il ministero dell’Economia precisa che sarà mantenuta una partecipazione pubblica superiore alla soglia dell’offerta pubblica di acquisto del 30%. Tradotto, più o meno il 3% delle società, da cui lo Stato potrà incassare 2 miliardi di euro. Si tratta di fatto dello stesso piano di riacquisto deciso dall’Eni lo scorso anno. Da questo punto di vista si comprende come lo Stato non abbia intenzione di perdere il controllo di una società importante per gli interessi del Paese.

 

Molto probabilmente le prime operazioni di privatizzazione inizieranno nel 2014. In totale il Governo dovrebbe arrivare a mettere nelle proprie casse una cifra compresa fra i 10 e i 12 miliardi. A questo primo intervento ne seguirà un altro, sempre incentrato sulle privatizzazioni, che punterà a raccogliere 7-8 miliardi. Tutto ciò si accompagna alla manovra anti deficit del Governo. Obiettivo, riguadagnare dei margini di flessibilità, perché gli investimenti del 2014 possano essere più fattibili

 

 

 

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