Privacy Policy Letta: i servizi italiani spiano con discrezione -
domenica 8 Dicembre 2019

Letta: i servizi italiani
spiano con discrezione

I servizi segreti italiani non hanno mai partecipato a programmi messi in atto dall’intelligence statunitense o britannica per sorvegliare i cittadini, né hanno intercettato le comunicazioni del governo o quelle delle ambasciate italiane, ha detto in Parlamento il premier Letta sul Datagate

Nessun Grande Orecchio italiano a spiare tutte le nostre comunicazioni, sms, e-mail. E il premier Enrico Letta in Parlamento rassicura: “Non risultano compromissioni delle comunicazioni dei vertici del governo né delle nostre ambasciate”, ha detto Letta durante l’informativa alla Camera. “Né risulta che la privacy dei cittadini italiani sia stata violata da attività condotte da organismi informativi nazionali o da queste svolte in collaborazione con servizi di intelligence stranieri”.

 

Precisazioni necessarie dopo che nei mesi scorsi alcuni media, basandosi sulle rivelazioni dell’ex collaboratore dell’Nsa americana Edward Snowden, hanno parlato del programma “Prism” in grado carpire i dati identificativi delle comunicazioni di milioni di utenti, della sorveglianza contro alcune ambasciate straniere e delle intercettazioni delle comunicazioni di capi di governo di paesi alleati: Clamoroso in caso del cancelliere tedesco Angela Merkel intercettata sul telefonino dalla Nsa Usa.

 

Un altro programma di sorveglianza, il cosiddetto “Tempora”, sarebbe stato invece attuato dai servizi segreti britannici in accordo con agenzie di intelligence di altri paesi attraverso l’accesso ai cavi delle comunicazioni internazionali. Ma Letta rassicura: “Escludo che vi sia stato uno scambio massivo di dati di cittadini italiani, così come l’esistenza di accordi che consentano l’acquisizione da parte di terzi di dati relativi alle comunicazioni nazionali”. Scambio vuol dire che qualcosa su ha.

 

Nelle scorse settimane i vertici dell’intelligence hanno sostenuto che le comunicazioni nazionali, e dunque interne, non sono state compromesse. Dubbi rimangono su quelle internazionali, in particolare verso gli Stati Uniti. “I servizi italiani non hanno partecipato a Prism e Tempora” anche perché non gli è mai stato richiesto e non sarebbe stato possibile per l’ordinamento italiano. L’unica proposta all’intelligence italiana chiedeva il controllo di cittadini non italiani ma è stata declinata.

 

“Vi garantisco che continueremo a seguire con la massima attenzione l’evoluzione del Datagate”, ha promesso ancora Letta, che nei giorni scorsi aveva riferito sulla questione al Copasir, la commissione parlamentare di controllo sui servizi segreti. Per il premier italiano -riferendo ovviamente valutazioni professionali di provenienza Aise (Servizi segreti estero)- la minaccia attualmente prevalente in cima alla lista delle priorità dell’ intelligence italiana è quella cibernetica

 

 

 

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