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mercoledì 22 Gennaio 2020

Mai dimissioni
per stupidità ?

Dibattito alla Camera sul caso Cancellieri-Ligresti. La ministra: «Mai favoritismi o bugie», «Le accuse nei miei confronti sono false». Ma le telefonate decisamente inopportune sono vere. E la politica attorno alla strana maggioranza di governo si incarta. Salvare Cancellieri per salvare Letta

Disagio per tutti. Un post di stamane nella catena di amici facebook si chiedeva, “Ma che cavolo aveva fatto di così grave la Idem per dimettersi?”. Maligna l’autrice del post, un po’ alla grillina, ma coincide con le perplessità di molti nei social network. Due possibilità discusse. 1) La ministra Cancellieri ha volutamente favorito gli amici di famiglia Ligresti, cosa da lei vigorosamente sostenuto. E noi, meno malvagi di altri, Le crediamo. 2) Se non è stata malvagità e favoritismo, sono state telefonate e colloqui certamente inopportuni. Sciocche cose, per usare un eufemismo, ed ecco le ragioni del titolo “piccante” proposto.

 

Partita parlamentare già chiusa da ieri, quando il premier Letta ha sentenziato: «Sfiducia a lei è sfiducia al governo». In aula i riti scontati. Maggioranza composita travagliata da imbarazzi incrociati sia a destra sia a sinistra. Sel che cerca di parlare di politica. La Lega che sta contro senza spiegarne bene il perché e i 5 Stelle che fanno al meglio quello che sanno fare: casino di squilli di cellulari in Aula. «Ministro, è meglio non farle certe telefonate». Ma la ministra ribatte indignata: «Il caso Ligresti non dimostra l’esistenza di una «giustizia di classe», che distingue fra «cittadini di serie A e B», fra «ricchi e poveri».

 

Dibattito parlamentare dal risultato scontato e sostanzialmente privo di interesse, quindi. Con l’esibizione della più raffinata ipocrisia politica d’alta scuola. «Noi daremo la fiducia al ministro Cancellieri e gliela daremo convintamente, noi. Da parte del Pd arriva invece un voto fasullo presidente Letta», stuzzica il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta. Guglielmo Epifani, costretto al «no» alla sfiducia accenna ad una critica: «In quella telefonata ci sono cose che non ci hanno convinto da subito. Ministro, bastava aggiungere una frase nelle sue telefonate: «Interverrò in rispetto dei miei doveri e del mio ruolo».

 

 

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