giovedì 23 maggio 2019

Assassinio Kennedy
complotto irrisolto
Documenti 2: trame

L’assassinio di John F. Kennedy, trentacinquesimo Presidente degli Stati Uniti, avvenne di venerdì, il 22 novembre 1963 a Dallas, alle 12,30 locali, le 20,30 in Italia. Kennedy fu ferito da colpi sparati, sostenne la Commissione Warren, dall’ ex militare Lee Harvey Oswald. Ma è la verità?

The lone gunman theory. Secondo l’indagine governativa Kennedy fu colpito da un unico cecchino. Lyndon B. Johnson affidò subito il lavoro investigativo al presidente della Corte Suprema Earl Warren. Nacqueì la Commissione Warren che aveva come compito di mettere insieme tutto il materiale investigativo e produrre una valutazione tecnico-giuridica sull’accaduto. L’FBI procedeva parallelamente con le indagini fornendo alla Commissione 25.000 interviste, 2.300 rapporti, 553 interrogatori. Rapporto finale della commissione Warren: “Lee Harvey Oswald ha ucciso da solo il Presidente; Jack Ruby ha ucciso da solo Lee Oswald”.

 

Kennedy lee

 

La pallottola magica. Una delle critiche più diffuse su riferisce al proiettile che causò sette ferite complessive a Kennedy e Connally, rimanendo sostanzialmente integro, cosa ritenuta damolti impossibile. Inoltre, tale proiettile, per poter causare quelle ferite, non avrebbe potuto seguire una traiettoria rettilinea. Nel  1976 il presidente Gerald Ford è costretto a nominare una seconda commissione d’indagine, la United States House Select Committee on Assassinations, l’ HSCA,-. Esce la teoria dei quattro spari, smentita successivamente dalla United States National Academy of Science.

 

 

Kennedy pallottola SITO

 

Le teorie del complotto. Le conclusioni della commissione investigativa federale istituita dal presidente Johnson, contenute nella Warren Commission Report sono state lungamente e fortemente contestate dall’allora Procuratore distrettuale di New Orleans, Jim Garrison, durante un processo che incriminava l’imprenditore Clay Shaw per l’omicidio del presidente Kennedy.  Garrison rinviò a giudizio Shaw, accusandolo di aver voluto eliminare Kennedy per conto della CIA e degli anticastristi delusi. Il 21 gennaio 1969 iniziò il processo ma il 1º marzo dello stesso anno la giuria assolse Shaw per non aver commesso il fatto.

 

Kennedy Jonson SITO

 

 

Test sul fucile di Oswald.  Il fucile di Oswald fu subito analizzato nei dettagli, stabilendo che era l’arma del delitto. In tempi recenti, un test di tiro condotto dall’agenzia Ansa nella Regia fabbrica d’Armi di Terni dove fu prodotto il fucile Carcano, ha stabilito la velocità massima di tiro del fucile 91/38 in 5 secondi per colpo. Durante il test, il tiratore, sotto la supervisione di Ufficiali dell’ Esercito, ha impiegato 19 secondi per mettere a segno 3 colpi, tempo di gran lunga superiore a quello che avrebbe impiegato Oswald secondo la commissione Warren. Altri studi sostengono l’improbabilità che sia stato usato quel fucile per compiere l’attentato per via della sua supposta scarsa precisione.

 

Kennedy fucile SITO

 

Bagarre tra periti balistici. Diego Verdegiglio, in un suo libro smentisce la smentita. La pallottola 6,5 del Càrcano è più pesante dal 30 al 50 per cento rispetto ai proiettili dello stesso diametro e viaggia alla stessa velocità (circa 680 metri/s) del fucile d’assalto sovietico AK-47. Due istruttori al tiro del Corpo dei Marines che hanno provato l’arma di Oswald, il maggiore Eugene D.Anderson e il sergente maggiore James A. Zahm, hanno dichiarato alla Commissione Warren che con quel fucile, i colpi sparati a Dallas non erano particolarmente difficili. Analoghe le opinionio espresse dai periti balistici, Robert A. Frazier dell’FBI e Ronald Simmons del Laboratorio Ricerche per le Armi di Fanteria dell’Esercito americano.

 

Lee Oswald sito

 

Che tiratore era Orwald? Lee Harvey Oswald non era uno scarso tiratore come invece sostenne un suo ex commilitone: nei Marines aveva la qualifica di tiratore sceltissimo, poi declassato a scelto, forse a causa anche dei suoi problemi disciplinari e comportamentali: riusciva a colpire 48 bersagli su 50, in movimento e ad una distanza doppia di quella tra il deposito e la limousine di Kennedy. Secondo la moglie si esercitava spesso a tirare e a caricare e ricaricare il Carcano in pochi secondi, e la sua passione per le armi non gli venne mai meno.

 

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Non poteva mancare la pista mafiosa. Vi è anche la confessione del sicario mafioso James Files che si autoaccusò del delitto, raccontando di una cospirazione in cui vi erano lui, Charles Nicoletti, John Roselli, Jack Ruby e lo stesso Oswald. Files disse che avrebbe commesso materialmente il delitto con il complice Nicoletti: testimonianza smentita dai tabulati telefonici che dimostravano che Files il 22 novembre era a Chicago e non a Dallas. In questa teoria del complotto Oswald a volte viene scagionato, a volte invece coinvolto come fiancheggiatore o come tiratore di supporto. Il mandante viene individuato nel boss mafioso di Chicago Sam Giancana.

 

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Cosa Nostra e Frank Sinatra. Un’altra versione accusa altri killer al servizio dello stesso Giancana (Roselli e Salvatore Bonanno, quest’ultimo boss avrebbe rivelato tutto nelle sue memorie). La motivazione addotta sarebbe una ritorsione contro le politiche antimafia di Robert Kennedy, il Ministro della giustizia, Procuratore generale” nel governo del fratello John, considerate un tradimento dopo che il padre Joseph P. Kennedy si era assicurato i voti della mafia italoamericana, grazie all’amicizia dei Kennedy con il cantante Frank Sinatra e il boss. Il complotto avrebbe avuto anche l’appoggio della CIA.

 

Kennedy auto scappa

 

Cia, KGB, anticastristi. Manca solo la P2. Oswald sarebbe stato coinvolto in quanto squilibrato e fanatico castrista, per essere usato come capro espiatorio e messo poi a tacere da Ruby. Questa teoria, come detto, è screditata dalla mancanza di credibilità dello stesso Files, accertata dall’FBI. L’ex mafioso avrebbe raccontato la storia inventata per avere uno sconto di pena, essendo stato condannato a 30 anni per vari reati. Altre presunte piste tentarono di coinvolgere J. Edgar Hoover e l’FBI, Fidel Castro, il KGB, gli anticastristi, i petrolieri, la lobby delle armi.

 

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Ultima, la sovranità monetaria. Il 4 giugno del 1963 John Kennedy firmò un decreto presidenziale, l’Ordine Esecutivo 11110, per impedendo alla Federal Reserve Bank di prestare soldi a interesse al Governo Federale degli Stati Uniti. Con un colpo di penna, il presidente Kennedy dichiarò che la Federal Reserve Bank, di proprietà di privati, sarebbe presto fallita. Secondo questa teoria l’omicidio di JFK era un messaggio per tutti i futuri presidenti di non interferire nel controllo della Federal Reserve sulla creazione del denaro. L’ordine esecutivo 11110, formalmente ancora operativo, è da allora disatteso.

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