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martedì 19 20 Novembre19

L’Italia malata scopre i neonazisti in casa

Stormfront, forum neonazista di origine americana che predica la supremazia bianca arriva in Italia. Perquisizioni da parte della Digos di Roma. Nel mirino 35 italiani sparsi per il Paese sospettati della diffusione attraverso la rete internet di idee fondate sull’odio razziale ed etnico

Al centro di tutto un filmato intitolato “Il nemico occulto“, una ricostruzione revisionista della questione ebraica. Una clip di circa 14 minuti in stile pseudogiornalistico che inizia con una critica al sistema finanziario globale e ad alcuni suoi attori, come la Goldman Sachs, salvo focalizzarsi quasi da subito sugli ebrei, anzi “l’ebreo”, identificati come causa di questo sistema. Poi la lista di proscrizione italiana sugli ebrei al potere.

Tra loro l’editore Carlo De Benedetti, il manager Franco Bernabé, la famiglia Elkann e ancora il giornalista Enrico Mentana, la scienziata e premio Nobel, scomparsa poco tempo fa, Rita Levi Montalcini nonché lo scrittore Roberto Saviano, definito “ardente sionista”. Infine la citazione di Hollywood, che nelle parole degli autori del video sarebbe ebrea “da cima a fondo”, “arte degenerata” di nazista memoria.

La polizia ha anche dichiarato che sta cercando di risalire agli autori di post, pubblicati sul forum Stormfront, istigatori all’odio e alla violenza per motivi razziali, etnici e nazionali e al contempo fortemente diffamatori nei confronti di alcuni personaggi pubblici, quali il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, o Carla Di Veroli, già assessore alle politiche giovanili di un municipio di Roma, oltre al già citato Saviano.

Di fatto questa è l’operazione Stormfront 2. Nel novembre 2012 primo intervento con l’arresto di quattro persone accusate di essersi associate per promuovere l’incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi etnici e religiosi. Gruppo che avrebbe portato alla pubblicazione online della prima famigerata “lista di ebrei italiani”o di “delinquenti italiani”, “quelli che favoriscono gli immigrati”.

Nell’elenco di allora l’ex ministro Andrea Riccardi, l’ex presidente della Camera Gianfranco Fini, il presidente della comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici, il giornalista Gad Lerner, e ancora Carlo De Benedetti e Franco Bernabè. Il processo relativo alla prima indagine si è concluso, per i quattro arrestati, giudicati con rito abbreviato, con la condanna a pene che variano da 3 anni a 2 anni e 6 mesi di reclusione.

Nel frattempo anche l’Alba dorata neonazista greca è arrivata in Italia. Il sito parla chiaro: www.albadorataitalia.com. Alla testa di questo sconosciuto movimento, almeno la succursale nel nostro Paese, un certo Alessandro Gardossi, ex leghista ed ex forzanovista triestino di 45 anni, ex insegnante, vicino anche a Domenico Scilipoti un suo profilo Facebook fatto di insulti antisemiti e razzisti. Gardossi ha contatti con i fascisti del Terzo Millennio di CasaPound.

Lo stemma utilizzato nel sito è identico a quello del partito di Michaloliakos, il “meandro”, definito anche “la greca”.Il programma recita: né a destra, né in centro, né a sinistra. Loro sono sopra. Simboli, programma “politico” con le parole nazione e Europa insistite, e poi, visto che anche le stentoree volontà neonaziste hanno bisogno della minestra, il codice fiscale del partito, registrato all’Agenzia delle entrate di Trieste.

I nemici sono quasi “grilleschi”. Le banche, responsabili della crisi economica attuale e l’Euro, che è loro braccio armato. Uscita dall’unità monetaria dunque l’imperativo immediato. Si ritorna alla Lira, anche se le quote di adesione sono espresse in euro. Ogni socio che ne presenterà un altro avrà diritto ad un rimborso in una sorta di catena di Sant’Antonio più da marketing che da adesione ad un movimento che si dice politico.

Contro questa insorgenza di rigurgiti neonazisti via web s’era già mosso Anonymous, che lo scorso anno ha attaccato il sito del movimento neonazista finlandese Kansallinen Vastarinta. Dopodiché ha pubblicato online una lista di nomi e dettagli sui suoi aderenti. Sono finiti nella gogna mediatica anche due uomini del Partito dei Veri Finlandesi. Anonymous ha pubblicato online le informazioni private di più di 16mila finlandesi aderenti al movimento Nordico Neo-Nazista.

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