E i robot killer
decideranno
chi ammazzare

«Gli Stati dovrebbero cogliere l’opportunità di intraprendere un’azione internazionale per impedire la creazione di armi robot completamente autonome che, una volta attivate, avrebbero la capacità di selezionare e attaccare i bersagli senza l’intervento umano». E’ la proposta della Campagna internazionale “Stop Killer Robots” ai delegati della Convenzione sulle Armi Convenzionali (CCW) in un intervento alle Nazioni Unite a Ginevra. Nel corso di questa settimana gli Stati parte della Convenzione CCW saranno tenuti a decidere se prendere in considerazione un percorso di lavoro sulla questione già nel 2014.

 

«I Governi dovrebbero cominciare ad agire ora per garantire che il controllo umano su obiettivi e decisioni di attacco in situazioni di conflitto non sia mai assegnato alle macchine, in futuro», ha detto Steve Goose, direttore della divisione armi di Human Rights Watch e co-fondatore della Campagna Stop Killer Robots. «Le nazioni hanno bisogno di iniziare a lavorare con urgenza sia su divieti nelle legislazioni nazionali che per un divieto internazionale relativamente a queste armi completamente autonome».

 

Chiamati “robot autonomi letali” o “robot killer”, questo tipo di armi completamente autonome non esistono ancora, ma diversi sistemi robotici con vari gradi di autonomia e di letalità sono già ora in uso da parte degli Stati Uniti, di Israele, della Corea del Sud e del Regno Unito. Si pensa che altre nazioni con capacità militari ad alta tecnologia, come la Cina e la Russia, stiano lavorando per sviluppare sistemi che diano piena autonomia di combattimento alle macchine.

 

Robot 1 sito

 

La Francia, nel ruolo di presidente della riunione della Convenzione sulle armi convenzionali, si appresta a proporre un documento per aggiungere le armi completamente autonome al programma di lavoro della Convenzione nel 2014. Una decisione in merito verrà presa dagli Stati nel corso della riunione annuale attualmente in corso della CCW a Ginevra entro questo venerdì.

 

«I governi devono affrontare la questione fondamentale se sia intrinsecamente sbagliato lasciare che macchine autonome possano prendere decisioni basate solo su programmi software su chi e quando uccidere» ha detto il professor Noel Sharkey, presidente del Comitato Internazionale per il Controllo delle Armi Robot, uno dei fondatori della Campagna internazionale. «E’ possibile prevenire lo sviluppo e la proliferazione delle armi completamente autonome ma solo se agiamo adesso prima che troppi soldi vengano investiti in tale direzione».

 

Fusion TIFF File

 

«Esortiamo gli Stati ad adottare sul tema un ampio mandato per la CCW che possa tenere in considerazione sia il diritto internazionale umanitario sia le questioni di responsabilità e di proliferazione», ha detto Beatrice Fihn program manager della Lega Internazionale delle Donne per la Pace e la Libertà. «E’ importante che anche il nostro Paese (l’Italia) abbia iniziato a prendere una posizione su questo tema, proprio durante la riunione CCW in corso», ha dichiarato Francesco Vignarca coordinatore di Rete Italiana per il Disarmo.

Tags: Droni
Condividi:
Altri Articoli