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mercoledì 16 Ottobre 2019

Forse libero Pollard
la spia di Israele
che tradì gli Usa

Jonathan Pollard tradiva per conto di Israele ma non soltanto ed è la spia interna forse più odiata negli Stati Uniti. Agente segreto idealista o mercenario convertito per convenienza? Ora un ex ufficiale del Mossad sostiene che gli Usa avrebbero deciso di liberare la spia dopo 28 anni di galera

E’ forse il traditore più odiato negli Stati Uniti, perché dagli amici certe cose non te le aspetti e non le perdoni. Quando per disgrazia accadono, devi dare una lezione. Jonathan Pollard ha 57 anni ed è un’ex spia israeliana, condannata all’ergastolo negli Stati Uniti nel 1987. Pollard fu riconosciuto colpevole di aver passato migliaia di documenti segreti a Israele mentre lavorava come analista dei servizi di intelligence della Marina Militare statunitense (Naval Intelligence Command, NIC). Secondo quanto si stabilì nel processo, in cambio di migliaia di dollari al mese Pollard passò i documenti a Israele anche grazie alla mediazione di Aviem Sella, un 66enne veterano dell’ aeronautica militare israeliana. Pollard avrebbe anche passato documenti segreti a spie di Sudafrica e Australia e provò anche a coinvolgere i servizi segreti pachistani sembra senza successo.

 

Oggi le condizioni di salute di Pollard non sembrano buone. Ad aprile Pollard è stato ricoverato nel centro medico della prigione di Butner, in Nord Carolina. A causa delle attuali condizioni di salute di Pollard, il presidente israeliano Shimon Peres ha chiesto la grazia per l’ex spia attraverso una lettera personale inviata al presidente americano Barack Obama. Gli Stati Uniti hanno respinto la richiesta. Nel 2011 c’aveva provato il premier Benjamin Netanyahu e prima ancora, ufficiosamente e segretamente furono molti altri presidenti e premier israeliani a farlo. Ora un ex ufficiale dell’ intelligence israeliana afferma che gli Stati Uniti avrebbero promesso ad Israele la liberazione del detenuto che, come già detto, ha comunque già scontato quasi 30 anni di carcere. Va detto che negli Stati Uniti le condanne non prevedono sconti per buona condotta e l’ergastolo è carcere a vita.

 

A rivelare la trattativa segreta tra Washington e Tel Avivi è Rafi Eitan, ex ministro israeliano ed ex alto ufficiale del Mossad. Nel 1985 Eitan si era dimesso dal Mossad dopo essersi assunto la responsabilità per la perdita di Pollard. Dopo il suo arresto Pollard ha acquisito la cittadinanza israeliana. Ancora oggi nel controspionaggio degli Stati Uniti lo si ritiene una delle spie doppie più dannose della storia americana. Ovviamente Pollard è visto come un eroe in Israele, dove molti sono attivamente impegnati a fare pressioni sull’amministrazione Usa sul presidente Barack Obama per liberarlo. Lunedì Eitan ha parlato alla Radio dell’Esercito israeliano sull’anniversario dell’arresto di Pollard, nel 1985, da parte della Federal Bureau of Investigation. Secondo l’ ex ufficiale del Mossad, ci sarebbe un accordo sulla liberazione in cambio di una piena cooperazione con l’FBI.

 

Secondo Eitan sull’affare Pollard vi sarebbero stati diversi ripensamenti statunitensi. Eitan ha parlato “di spirito di vendetta”: «Tu Israele sei un Paese amico e guarda quello che hai fatto. Ora ti mostriamo noi». La scorsa primavera nuova petizione per la liberazione firmata da personalità israeliani e americani. Dal presidente israeliano Shimon Peres, a generali in pensione, accademici e premi Nobel. Tra i firmatari americani figuravano l’ex Assistente Segretario alla Difesa Lawrence Korb, l’ex direttore della Central Intelligence Agency James Woolsey, gli ex segretari di Stato George Shultz e Henry Kissinger . A frenare la campagna pro-Pollard, Lydia Jechorek , l’FBI che condusse l’indagine, che ha contestato l’immagine di Pollard come patriota israeliano: prima di lavorare come agente per Israele Pollard ha spiato per il Sud Africa e ha cercato di farlo per l’Australia.

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