“I miei figli dicono di sentirsi come dovevano sentirsi le famiglie ebree in Germania durante il regime di Hitler. Abbiamo davvero tutti addosso”.
Il potere rende felici, perdere potere porta infelicità e squilibri. Lo ha stabilito un team di scienziati israeliani della Tel Aviv University e la scienziata Yona Kifer. L’origine della citazione è soltanto un ulteriore paradosso in cui si inciampa nel voler dire sulla demenziale battuta sui Berlusconi figli, vittime oggi come gli ebrei con Hitler. Battuta e soggetto da suggerire agli stessi scienziati per una dotta pubblicazione sulla rivista ‘Psychological Science’. Titolo, ‘come uscire di scena con dignità’.
In attesa di studi approfonditi sulle patologie in campo, le reazioni alla ormai scomposta rabbia di Berlusconi, con l’infelice citazione dell’olocausto, sono di esecrazione generalizzata. Con un margine di pietà per chi coglie la disperazione di certi comportamenti. La concede il presidente della comunità ebraica romana Riccardo Pacifici: «Berlusconi non deve delle scuse agli ebrei, ma a se stesso. Rimango basito: il suo è un paragone fuori luogo». Pietas, dicevamo, per una persona non in sé.
Meno tenero il presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane Renzo Gattegna, “Offensivo della memoria di milioni di morti”. Marcello Pezzetti, direttore del Museo della Shoah: “Come si fa a dire una cosa simile, una stupidità del genere?” La presidente dell’Unione Giovani Ebrei, Alessandra Ortona: “Nessuno dei figli di Silvio Berlusconi è stato rinchiuso in un ghetto”. Aurelio Mancuso, presidente di Equality: “Berlusconi vada davanti ai forni crematori a ripetere quel che ha detto”.
Politica sostanzialmente pietosa sia pro che contro. Danilo Leva, responsabile Giustizia del Pd: “Anziché chiedere scusa agli italiani per la condanna per frode fiscale, si avventura in un paragone agghiacciante”. “Agghiacciante” è anche l’aggettivo scelto da Nichi Vendola. Morbida la deputata Pd Gabriella Giammanco: “Sfogo da padre di famiglia preoccupato per i suoi cari”. Ed ecco il Pdl con Brunetta: “Nessuna banalizzazione di una tragedia immane, ma sentimento di condivisione”.
Imbarazzo sostanziale da parte di tutti per la disperazione incontrollata di un uomo che condiziona il futuro di un intero Paese alla sua sorte personale. Col Pdl che si avvia ad una conta lacerante al Consiglio Nazionale forzatamente anticipato da Berlusconi al 16 novembre. Una netta accelerazione per regolare la partita interna prima del voto sulla sua decadenza al Senato. Una decisione che rischia di uccidere in culla la neonata Forza Italia. Ma siamo ormai al “Muoia Sansone con tutti i filistei”.