martedì 25 giugno 2019

Putin batte Obama
che è Anatra zoppa

Il russo Vladimir Putin è la persona più potente del mondo. Per quest’anno. Lo dice la rivista Forbes che ogni anno sceglie coloro che «veramente governano il mondo». Barak Obama, vincitore quasi sempre, perde per la seconda volta. Nel 2010 fu il presidente cinese Hu Jintao. Ma Obama è lame Duck

Perché questo riconoscimento decisamente mondano ma comunque importante al tanto discusso leader russo? Perché «Putin ha consolidato il suo controllo sulla Russia», banalizza Forbes. Perché quest’anno ha perso Obama? Perché lui è lame duck, anatra azzoppata. Gergo giornalistico per indicare il Presidente degli Stati Uniti al secondo mandato che sia privo di una maggioranza al Congresso. Fotografia del quasi Crak del bilancio federale imposta dai Repubblicani al Congresso. Altra nota di demerito per Obama ed incasso per Putin, la partita a scacchi sulla Siria e lo scandalo Nsa.

 

Certo la Russia è diventata forte e relativamente stabile rispetto al caos che è seguito alla caduta dell’Unione Sovietica. Ma più di recentemente la Russia ha incassato successi in politica estera su fallimenti degli Stati Uniti. Il caso della Siria già citato. La Russia è riuscita a trovare una soluzione pacifica alla crisi in Siria impedendo un intervento militare internazionale a guida Usa. Inoltre, le agenzie di stampa russe, in particolare i mezzi di informazione legati al Cremlino, hanno insistito e fornito elementi nell’esplodere della scandalo NSA che sta complicando le relazioni estere degli Stati Uniti.

 

Obiettivi della Russia nel promuovere i suoi successi sono molti. In primo luogo Mosca sta cercando di dipingere gli Stati Uniti come deboli e inaffidabili. Questo ci dice che la Russia sta cercando di espandere la sua influenza nella sua periferia e, in particolare, nell’Europa centrale dove molti paesi ex satelliti e alleati sovietici, negli ultimi dieci anni si sono rivolti agli Stati Uniti per avere protezione. Mosca sta lentamente scardinando l’idea che gli Stati Uniti siano un difensore affidabile in grado di competere con la Russia. Poi lo scandalo Nsa sulle alleanze di Washington .

 

Quanto peserà il pasticcio spionaggio della NSA sugli alleati europei e soprattutto sui suoi “pesi massimi” Germania e Francia? Quesito ancora senza accenni di risposta. Peggio ancora, gli Usa offendono gli alleati chiave in Europa e in più debbono rincorrerli per mettere pezze ai guai combinati dalla Francia in Libia e dall’Inghilterra dalle parti della Siria. Ed ecco che la scelta planetaria statunitense che guarda al Pacifico come suo orizzonte futuro di riferimento e di crescita, rischia di dover tornare al vecchio Oceano Atlantico. Ma questo è tema che va ben oltre Forbes.

 

Certo la Russia sta facendo questa grande dimostrazione di forza nel mondo anche per distogliere l’ attenzione dai suoi vari problemi interni. Logica di Putin è che, più forte il suo paese appare all’esterno, più tempo occorrerà al resto del mondo per capire i punti deboli che il suo Paese ha i casa. Nonostante ricavi energia di massa, l’economia russa è stagnante, con un tasso previsto di crescita del solo 1,8 per cento. Le proiezioni indicano che la crescita resterà lenta per i prossimi tre anni. L’economia russa -questo il confronto che pesa- era sino a ieri cresciuta del 3,4 al 4 per cento all’anno.

 

Russia sta anche sperimentando elevati livelli di disagio sociale. Una generazione politicamente più vivace sta crescendo nel paese, così come aumentano le tensioni tra i gruppi etnici e religiosi. Nel corso del solo mese scorso, la Russia ha visto rivolte anti- immigrati e anti-islamici da parte dei nazionalisti, con successive sommosse di reazione da parte dei musulmani e dei migranti. E il riconoscimenti di Forbes appare assegnato quasi fuori tempo massimo per Putin. Dopo 15 anni di dominio assoluto, il sistema politico russo creato da Vladimir Putin corre all’estero ma inciampa in casa.

 

Conclusione e classifica generale, valesse qualcosa. La cancelliera tedesca Angela Merkel, dopo tanti anni, scivola al quinto posto, scavalcata da Papa Francesco. Sesto Bill Gates, settimo Ben Benrnanke, presidente uscente della Fed, e ottavo Abdullah bin Abdul Aziz Al Saud, il re dell’Arabia Saudita. L’unico italiano nella top ten è il presidente della Bce, Mario Draghi, nono. Altro nome in qualche modo riconducibile all’Italia, quello di Sonia Gandhi, presidente del partito del Congresso indiano, che era 12esima nella lista 2012 ed ora è scivolata al 21esimo posto. Conclude la classifica dei migliori 10 Michael Duke, l’amministratore delegato della catena dei supermercati Wal-Mart.

 

 

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