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mercoledì 23 Ottobre 2019

NY e il sindaco
troppo ‘sinistro’

‘Back to USSR’, titolava ieri il New York Post a proposito della vittoria annunciata di De Blasio. Il sindaco che si propone di ridurre la forbice tra classi agiate e deboli, aumentando le tasse ai ricchi, i servizi sociali alle classi più deboli, aumentando il salario minimo diventa un comunista

New York PostGrande Mela e grandi forcaioli, almeno alla redazione del New York Post. Guardate sotto la copertina che hanno riservato a Bill De Blasio, il primo sindaco democratico da vent’anni. Una vittoria annunciata la sua, che è diventata realtà alle 3 di stamattina, ora italiana. L’italo americano democratico ha battuto con ampio margine il suo avversario, il repubblicano Joe Lotha.

 

 

Se il New York Post piange, a congratularsi per la vittoria il presidente Barack Obama, che ha chiamato il nuovo sindaco: «lavoreremo insieme per il bene comune». Dichiarazione del neo sindaco: «New York ha scelto un sentiero progressista e da oggi ci mettiamo in viaggio insieme. Il nostro lavoro inizia ora e non abbiamo nessuna illusione sulle sfide che dovremo affrontare».

 

De Blasio parla anche in italiano e ringrazia la sua famiglia e gli amici italiani. Un ricordo va ad amici e parenti a Roma e a S. Agata dei Goti, in provincia di Benevento. E proprio a S. Agata, paese natale del nonno di De Blasio, impazzano i festeggiamenti, nella sala dell’ex cinema del paese, dove da ieri pomeriggio è stata seguita ininterrottamente la lunga giornata elettorale.

 

Inizia così l’era del democratico con radici campane, 109esimo sindaco di New York. De Blasio, un omone alto quasi due metri, con una moglie afro americana ex femminista, Chirlane, e una famiglia già divenuta icona di una Grande Mela multirazziale, con i figli Dante e Chiara. De Blasio, che ha dichiarato di battersi per una città più equa e per colmare il divario tra i ricchi e i poveri, sembra quasi comunista.

 

Una vittoria che diventa anche un segnale a livello nazionale: l’italo americano succede al miliardario Bloomberg, in carica 12 anni, e decreta la fine di un’era, quella inaugurata dal sindaco-sceriffo Rudolph Giuliani, il primo cittadino dell’America colpita dagli attentati dell’11 settembre, di cui il suo avversario Lhota, banchiere 57enne, è stato vice.

 

E se la sicurezza pubblica, fiore all’occhiello del predecessore Michael Bloomberg, “è un requisito importante lo è anche il rispetto delle libertà civili – ha sottolineato De Blasio – e l’una non esclude l’altra. Infatti dobbiamo avere entrambe”. La strada “sarà lunga”, ha concluso, “incontreremo molti ostacoli ma li supereremo”.

 

Le sfide sono enormi “e i problemi non saranno risolti in una sola notte”, ha avvertito De Blasio, “ma per generazioni New York ha rappresentato la città delle opportunità ed è ciò che deve tornare ad essere. I migliori e più brillanti nascono in ogni quartiere e noi tutti abbiamo la responsabilità di assicurare che il loro destino sia forgiato dalle loro capacità, dai loro grandi sogni e non dal loro codice fiscale”.

 

 

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