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mercoledì 16 Ottobre 2019

Festa alle forze armate
gli applausi e la spesa

23,6 miliardi di euro la spesa prevista nella legge di stabilità per il 2014. Dati ancora imprecisi. Valutazioni critiche da parte delle organizzazioni pacifiste: nessun taglio significativo. Spesa militare 2014 sul Pil, 1,26%. Cifra reale sommando le voci di bilancio del comparto militare 1,47

I dati disponibili oggi 4 novembre, festa nazionale delle Forze armate, sono ancora generici, una prima stesura modificabile dalla discussione parlamentare e non sono stati resi noti tutti i dettagli necessari ad un’analisi più approfondita. Ma è già possibile tracciare un quadro generale della spesa militare nel prossimo anno. Secondo stime del sito www.altreconomia.it l’Italia nel 2014 userà almeno 23,6 miliardi di euro in spesa militare. Circa 400 milioni in meno rispetto al 2013 ancora in corso, l’1,7% di flessione, con dati parzialmente a consuntivo, ma superiore di quasi 700 milioni rispetto al 2012.

 

Il segreto militare e la nemica trasparenza. I soldi per il comparto militare non sono presenti solo nel bilancio della Difesa ma sono sparsi anche in altre voci, le più importanti delle quali sono i fondi del Ministero dello Sviluppo Economico e i fondi decisi ad hoc per le missioni militari all’estero. Ovviamente la parte centrale e più cospicua è costituita dal bilancio proprio del Ministero della Difesa. In realtà il testo attualmente messo a disposizione di Parlamento e opinione pubblica non è ancora completo. Si tratta infatti di cifre di previsione, anche se già da oggi si potrebbero conoscere le spese per nuovi armamenti.

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Ministero della Difesa. Il totale a disposizione del Dicastero di Mario Mauro per il prossimo anno sarà di 20 miliardi e 227 milioni di euro. L’1,26% del Pil nazionale rispetto all’1,3 del 2012. Piccola flessione con 475 milioni di euro in meno già tagliati nel bilancio 2013. Mantenimento dunque di una precedente indicazione, effetto combinato delle spending review di Tremonti e Monti. Per la Funzione Difesa, le tre Forze Armate, meno 350 milioni ma sempre sopra i 14 miliardi. Sicurezza Territorio, i Carabinieri, in minima flessione a 5,6 miliardi. Rilevante con 450 milioni l’impatto dell’ausiliaria.

 

Anche per il 2014 la parte del leone della spesa è assegnata al personale. 75% della spesa complessiva (il 67% limitatamente alla Funzione Difesa), ben lontana dal 50% che da diversi anni viene visto come l’obiettivo strutturale virtuoso. A farne le spese la gestione operativa e l’addestramento. Resta il rischio di “blocco funzionale”, con soldati e generali pagati per non poter fare il loro mestiere. Stampella degli ultimi anni, i fondi per le missioni all’estero divenuti una componente quasi fissa della spesa militare. Incerto infine  la riduzione del personale col  passaggio dai 190 mila militari attuali ai 170 mila previsti per il

 

Investimenti, cioè l’acquisizione di nuovi sistemi d’arma. 3,3 miliardi (meno 180 milioni), risparmio compensato dall’aumento dei fondi provenienti dal Ministero per lo Sviluppo Economico. Il Governo non fornisce le cifre per i singoli sistemi d’arma di cui è previsto l’acquisto e sta chiedendo al Parlamento il voto su un bilancio che non dice dove i soldi saranno spesi. Lo stesso si può dire per i fondi del Ministero per lo Sviluppo Economico messi a disposizione della Difesa per la “Partecipazione al Patto Atlantico e ai programmi europei aeronautici, navali, aerospaziali e di elettronica professionale” (l’italica Nsa).

 

Il ministero per lo Sviluppo economico prevede una spesa di 2,6 miliardi, più 330 milioni nella disponibilità dalla Difesa. Ed ecco recuperati i tagli. Nella quota Investimento, nel 2014 sono 5865 i milioni impiegati per “acquisti armati”. Molti i contributi di spesa pluriennale che si sono sommati nel tempo. Ad esempio il programma pluriennale del caccia Eurofighter la cui ipotesi di spesa complessiva è stata aumentata di 3 miliardi proprio nel 2013. La costruzione con la Francia delle fregate multi-missione FREMM. La realizzazione di un Veicolo Blindato Medio 8×8 “Freccia” per l’esercito. “Elevata priorità ed urgenza per la Difesa”.

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Missioni all’estero. Si tratta di fondi “extra bilancio” legati a particolari attività. I dati sull’uso dei fondi di bilancio dimostrano come le Forze Armate ormai non possano più fare a meno di questa entrata per coprire attività di addestramento ed esercizio. Ed ecco che in una corretta lettura, il rapporto spese militari e Pil arriverebbe all’1,47%. Il 2014 dovrebbe poi vedere il ritiro italiano dall’ Afghanistan, la missione più costosa, senza però una significativa riduzione di spese. Ripetiamo, 23,6 miliardi di euro in spesa militare, circa 400 milioni in meno (l’1,7% ) rispetto al 2013 in corso. Ma 700 milioni in più rispetto al 2012.

 

Le spese più rilevanti e contestate. Cacciabombardieri F-35, gli Joint Strike Fighter. Una partita da 12-14 miliardi, rinviata col rischio di spaccature nella maggioranza. Velivoli da combattimento Eurofighter 2000, 1 miliardo 194,6 milioni di euro. Fregate Europee Multi Missione, 655,3 milioni. Costo totale dell’operazione 5 miliardi 680 milioni sino al 2019. Sommergibili U-212 – 1^ e 2^ S, 191,8 milioni. Costo totale: un miliardo 885 milioni entro il 2016. Velivolo Jamms/Caew-Bm&C (aereo-radar) 132 milioni di euro. Veicoli blindati medi 8×8 Freccia, 130,1 milioni. Elicotteri da trasporto medio, 125 milioni di euro. Eccetera eccetera

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