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domenica 15 Settembre 2019

Il drone killer
compie 12 anni

Pare che in questo preciso momento, tempo di questa lettura, almeno 58 droni Predator variamente armati stiano sorvolando il pianeta a caccia di bersagli. Solo a Italia e Gran Bretagna il dubbio privilegio di poter armare quei mostri statunitensi.

Numeri da paura. Ogni secondo di ogni giorno che Dio comanda sulla terra, oltre 58 aerei senza pilota Predator sono in volo da qualche parte nel mondo, e sono armati. Solo a due paesi al di fuori degli Stati Uniti è stato sino ad oggi permesso di acquistare il sistema d’arma: il Regno Unito e l’Italia. Israele ha usato i suoi primi droni da combattimento dal 2006, nella infelice campagna in Libano. I dati complessivi vengono dal Bureau of Investigative Journalism. Per i droni d’attacco in Libano la testimonianza è invece diretta e mia, come narratore Rai dalla città di Tiro.

Gente del mestiere narra che esattamente dodici anni fa vi fu in primo attacco letale con un drone, ed avvenne in Afghanistan. La data precisa è ancora un segreto di stato negli Usa visto che è stata la CIA ad effettuare l’omicidio. Il primo obiettivo più probabile era Mullah Akhund, il numero tre dei talebani, che è stato attaccato da un drone l’8 novembre 2001. Akhund pare sia sopravvissuto ma altri “ bersagli” sono stati colpiti. Negli ultimi dieci anni droni armati sono diventati l’arma della Guerra al Terrore. Con almeno 2.300 persone uccise in attentati della CIA soltanto in Pakistan.

Nel vicino Afghanistan l’esercito americano si rifiuta di rivelare il suo bottino, pur ammettendo  qualche vittima innocente. Gli inglesi, più disinvolti,  sostengono di aver ucciso circa 125 presunti militanti e quattro civili. Per la Somalia, lo Yemen, l’Iraq e la Libia -tutti i paesi in cui i droni da combattimento operano – non vi è una idea chiara su quante siano state le persone uccise. Ma il Drone resta arma privilegiata, e rappresentano solo una piccola parte della cifra stimata di 6 miliardi Nel 2000, gli Stati Uniti avevano meno di 50 droni, per lo più per la sorveglianza.

Poco più di dieci anni dopo il Dipartimento della Difesa dichiara più di 7.000 velivoli senza pilota nel suo arsenale. Nel 2011 -ultimi dati resi noti- il ministero della Difesa Usa ha chiesto 6,1 miliardi di $ per lo sviluppo e l’acquisto di droni e prevede di avere bisogno di più di $ 24 miliardi sino al 2015 per i nuovi droni e per aumentare le capacità di quelli esistenti. Intanto Russia, Cina, India, Iran e gli Emirati Arabi hanno loro progetti per dotarsi di droni armati. Anche Al Qaeda c’avrebbe provato.

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