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domenica 15 Settembre 2019

«Pronto, chi spia?»

Denuncia il settimanale tedesco Spiegel, nel 2010 gli Stati Uniti possedevano circa 80 centri di spionaggio in Europa, comuni a Cia e Nsa, di cui uno a Roma. Dove? Cosa accade nei pressi di via Veneto? Dalla dolce vita alla dolce spiata? Risposte attese ma improbabili.

A forze di ascoltarla probabilmente le si erano affezionati. Ben dieci anni di attenzione da parte della National Security Agency (Nsa), dedicati ad intercettare il telefono di Angela Merkel. Lo scrive lo ‘Spiegel’, che è entrato in possesso di documenti dai quali risulta che già nel 2002 le comunicazioni della Merkel, all’epoca esponente di spicco della Cdu ma non ancora cancelliere, erano nel mirino del servizio americano. Non solo. Il settimanale di Amburgo sottolinea che la direttiva di intercettazione delle comunicazioni del cancelliere era valida anche poco prima che Barack Obama arrivasse in visita a Berlino nel giugno 2013, segno che le attività di intercettazione erano proseguite anche sotto l’attuale presidente americano. Dai dati in possesso dello Spiegel, emerge che il numero da tenere sotto controllo è indicato con la dicitura “GE Chancellor Merkel”. Davvero scarsa fantasia.

 

La mente e il braccio. La direttiva di ascoltare le telefonate del cancelliere sarebbe partita dal dipartimento per l’Europa S2C32 denominato “European States Branch”, che ne avrebbe affidato la realizzazione ad un’unità indicata come “Special Collection Services” (Scs). Lo Spiegel precisa che il Scs dispone di una sede di spionaggio legalmente non comunicata nell’ambasciata americana a Berlino, accanto alla Porta di Brandeburgo, da dove gli specialisti di Nsa e Cia controllano con antenne altamente potentissime le comunicazioni nel vicino quartiere in cui si trovano gli edifici governativi. Dettaglio “top secret” sulle ambasciate Usa dotate di quei sofisticati sistemi di ascolto in barba alla cortesia diplomatica. Ma non solo Berlino. Il settimanale rivela che da documenti dell’ Nsa emerga che gli Usa dispongono di una seconda sede di spionaggio su suolo tedesco, a Francoforte.

 

Merkel spiata, molto arrabbiata, narra la cantilena. Nel corso della telefonata al calor bianco in cui ì Angela Merkel ha chiesto conto a Barack Obama delle attività di spionaggio della Nsa sul suo cellulare, il presidente americano avrebbe di fatto ammesso implicitamente che le accuse corrispondevano a verità. Secondo quanto riferisce la ‘Frankfurter Allgemeine Zeitung’ nella sua edizione domenicale, nel corso della telefonata il presidente ha assicurato personalmente al cancelliere tedesco di non sapere che la National Security Agency avesse spiato il suo telefono.  Affermazione che -valuta Frankfurter Allgemeine Zeitung- presuppone che la Nsa intercettava le comunicazioni del cancelliere ma che ufficialmente il presidente Obama non ne era stato informato. Questo in Germania. Ma in Italia? Cosa accade nei pressi di via Veneto? Dalla dolce vita alla dolce spiata?

 

 

 

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