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martedì 15 Ottobre 2019

Nsa, vizio antico
spiava L. King

Disdicevole se non addirittura illegale, dicono loro stessi: l’Agenzia nazionale per la sicurezza contro Martin Luther King, Muhammad Ali, e altri. “Operazione Minareto” per vigilare su un ipotetico “terrorismo interno”, anti guerra in Vietnam, paranoia del presidente Johnson.

Fu chiamata Operazione Minareto. Talmente sporca che fu chiusa dall’amministrazione Nixon nel 1973. «Nomi di spicco americani presi di mira da NSA durante l’Era Vietnam. Decisione di declassificazione da parte del  Panel Interistituzionale. National Security Archive, Briefing No. 441, 14 Novembre, 2008. A cura di Matteo M. Aid e William Burr. Per maggiori informazioni contattare : William Burr 202/994 7000 o nsarchiv@gwu.edu, Matthew M. Aid mmaid@rcn.com».

«Washington DC, 25 settembre 2013 – Durante il culmine della guerra del Vietnam movimenti di protesta alla fine del ’60 e primi anni ’70 la National Security Agency intercettò le comunicazioni d’oltremare di selezionati americani di spicco, la maggior parte dei quali erano critici della guerra in Vietnam». Per decenni quei nomi sulla lista di sorveglianza NSA furono top secret. Abusi di potere   già allora che hanno contribuito allo sforzo del Congresso per il controllo sui servizi segreti.

I nomi di sospetti sovversivi: «Civil rights leaders Dr. Martin Luther King and Whitney Young were on the watch list, as were the boxer Muhammad Ali, New York Times journalist Tom Wicker, and veteran Washington Post humor columnist Art Buchwald. Also startling is that the NSA was tasked with monitoring the overseas telephone calls and cable traffic of two prominent members of Congress, Senators Frank Church (D-Idaho) and Howard Baker (R-Tennessee)».

I nomi dei bersagli della NSA saltano agli occhi. Dunque i leader dei diritti civili, il reverendo Martin Luther King e Whitney Young, assieme al pugile Muhammad Ali-Cassius Clay, il giornalista del New York Times Tom Wicker, e l’umorista del Washington Post  Art Buchwald. Dissidenti notti rispetto alla guerra in Vietnam, ma assieme, scopriamo, le telefonate all’estero e traffico via cavo di due membri di spicco del Congresso, i senatori Frank Church (Idaho) e Howard Baker (Tennessee) .

Programma MINARET per vigilare su un ipotetico “terrorismo interno”. Paranoia del presidente Johnson, “arrabbiato per le critiche e incline a vedere complotti” che -raccontano i documenti-  voleva sapere se i leader nazionali dell’opposizione e della protesta alla Guerra del Vietnam avevano il sostegno di potenze straniere. Mosca, per intenderci.  CIA, FBI e di altre organizzazioni hanno contribuito a preparare le liste dei critici “sospetti” per rispondente ai desideri presidenziali.

Sarebbe interessante vedere la lista dei circa 1.600 obiettivi NSA. Senza dubbio c’erano altri attivisti afro-americani, e i capi di Students for a Democratic Society e la giovane Alleanza Socialista . Da un documento della Gerald Ford Presidential Library, 1967-1973, le agenzie di intelligence statunitensi monitorarono i viaggi all’estero e le comunicazioni estere di attivisti di sinistra come David Dellinger, Rennie Davis, Jane Fonda, Tom Hayden, Bernardine Dohrn, e Kathy Boudin.

Martin Luther King era bersaglio NSA dal 1970, mentre in precedenza fu sorvegliato dall’Fbi, non molto tempo dopo il 1963 marcia su Washington. Va detto che ad autorizzare le intercettazioni allora fu il procuratore generale Robert Kennedy. Martin Luther King fu sospettato di essere Comunista. Infine Muhammad Ali, nato Cassius Clay, forse il più noto pugile statunitense. Campione del mondo, la sua carriera fu interrotta quando si rifiutò di combattere in Vietnam.

Due storiche battute a riguardo.

«Ali, you know where is Vietnam? — Yes, on TV». «Ali, sai dov’è il Vietnam? – Sì, in TV».

«I got nothing against the Vietcong, they never called me “nigger”».

«Non ho niente contro i Vietcong, loro non mi hanno mai chiamato “negro”».

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