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domenica 15 Settembre 2019

L’acqua calda brucia e gli Usa comandano

Lo scandalo è di chi fa finta di scandalizzarsi. Gli Stati Uniti ci spiano, ma lo fanno per proteggerci. Sotto tutela dalla Liberazione a oggi ma qualcuno finge di scoprirlo ora. A Roma il segretario di Stato Usa Kerry incontra il premier Israeliano Netanyahu e parla delle intercettazioni della Nsa

Sono nostri ospiti a Roma il segretario di Stato Usa e il premier Israeliano Netanyahu. Si discute di cose serie,  i negoziati israelo-palestinesi, ma il capo della diplomazia americana Jhon Kerry dovrà anche  sprecare qualche parola per il presunto scandalo delle intercettazioni della Nsa americana anche in Italia. Presunto -lo scandalo- ci spiegano da sempre, perché intanto loro rispettano le leggi loro e non le nostre, e tu vacci a litigare, e poi perché, se qualche conversazione telefonica italiana è finita nella memoria dei supercomputer della National Secority Agency, era per la lotta antiterrorismo.

Lo ha spiegato il generale John Inglis, vicedirettore dell’Agenzia americana per lo spionaggio elettronico ai cinque componenti della delegazione italiana del Comitato parlamentare di controllo sui Servizi, il Copasir che oggi ascolta il sottosegretario con delega ai servizi segreti Marco Minniti. La Nsa -ammette Washington- ha intercettato e catturato telecomunicazioni anche dell’Italia. Ma non all’interno dei nostri confini. Vale a dire che, poiché qualsiasi segnale vola, e quasi tutto di ciò che vola si appoggia su strumenti, vedi satelliti, Made in Usa, quindi nella piena disponibilità loro.

Pensiamo allo strumento che stiano usando in questo momento. E ai provider internet per chiamate Skype, traffico di e-mail, navigazione in rete. Oppure pensiamo ai produttori di smartphone con la messaggistica gratuita. Dunque, detta brutalmente, chi possiede il Mondo lo controlla. Ed il diritto è quello del possesso. In più, qualcuno ha detto o fatto capire ai nostri parlamentari, che non era il caso fare gli ingenui. Più o meno è stato detto loro: “Quando vi aiutiamo a svenare un attentato terroristico proprio in Italia, a Napoli nel settembre del 2010, come credete siamo riusciti a sapere?”

Da una parte l’esercizio del potere da parte di chi sa di possederlo, dall’altra una disponibilità forse eccessiva al servilismo. E’ il caso del secondo mistero in campo in questi giorni: la strage di Ustica.  La Cassazione ci dice che fu un missile a colpire il Dc 9 dell’Itavia con 81 persone a bordo. Ma a 33 anni di distanza, nessuno ancora ci dice da chi fu sparato quel missile. Americano, francese, sparato verso chi? Per ammazzare Gheddafi? Chi ha sparato sbagliando bersaglio senza manco confessare l’errore e chiedere scusa, e poi i nostri generali felloni e complici. Chi controlla tutto ciò che vola.

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