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domenica 15 Settembre 2019

Nave ‘nera’ contro Ong e migranti

Si chiamano “Generazione identitaria”, sigla dell’estrema destra europea. Addestrati sulle Alpi francesi, hanno una nave arrivata da Gibuti, e navigheranno nel mare di fronte alla Libia, pronti a riportare in Libia i rifugiati raccolti a sud della Sicilia, con lo slogan “Defend Europe”. Con mercenari dall’Ucraina -scopriamo- ai mari caldi e sempre a difendere una certa Europa.

Guerra di corsa contro la flottiglia delle Ong, corsari anti migranti che, dicono di volerli salvare, ma solo per consegnarli alla guardia costiera libica. Si chiamano “Generazione identitaria”, sigla della estrema destra europea nata in Francia nel 2012 con filiali in Austria, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Repubblica Ceca e Slovenia. Il nome scelto per la campagna in mare è “Defend Europe”. Già lo scorso maggio, con un’imbarcazione messa di traverso nel porto di Catania, l’organizzazione era riuscita a ritardare l’uscita per i soccorsi della nave francese Aquarius della Ong Sos Mediterranée. Per l’impresa attuale si sono addestrati sulle Alpi francesi. Hanno alle spalle una rete internazionale occulta e si riuniscono segretamente comunicando il luogo solo all’ultimo minuto e sono in grado di gestire raccolte di fondi cambiando conto e banca in poche ore.

La nave dei Corsari Neri
Ora hanno finalmente la loro nave da ‘corsa’, nel senso di pirateria e/o, antipirateria. Un vecchio cargo preso a nolo da una società inglese di mercenari del mare, una delle tante ‘carrette del mare’, questa arrivata da Gibuti. Per loro, corsari neri ideologici, un programma preciso: bloccare ogni forma di migrazione, respingere chi chiede asilo verso i paesi di provenienza, annullare tutti i visti ottenuti per ricongiungimento familiare. Programmi da destra dura e pura.
C’è anche un referente Italia, scrive Libero simpatizzando: Lorenzo Fiato, milanese di 23 anni, studente di Scienze politiche. «Bloccheremo le barche dei clandestini impedendogli di toccare le coste italiane fin quando la guardia costiera libica non verrà a prenderseli per riportarli indietro». Ronde mediterranee.

Società implicate, interessi nascosti
Sul fronte decisamente opposto, Famiglia cristiana, che ha indagato. La nave che sta entrando nel Mediterraneo da Suez, racconta di un mondo di mercenari e compagnie di sicurezza private, attive da almeno cinque anni nell’Oceano indiano. L’imbarcazione si chiama C-Star, batte bandiera mongola, ed è normalmente ancorata nel porto di Gibuti, il piccolo Stato al nord della Somalia. Secondo i registri navali appartiene ad una società di diritto inglese, la Maritime Global Service, con sede a Cardiff, la capitale del Galles.
Figura come proprietario lo svedese Sven Tomas Egerstrom, 49 anni, a capo di un network di società specializzate in difesa privata, collegato con la società britannica The Marshals Group, holding che riunisce altre sei società nel settore della sicurezza.

Flotta Energstrom
La C-Star è entrata a far parte della flotta di Egerstrom lo scorso marzo, entra nei dettagli Andrea Palladino. Prima batteva bandiera di Gibuti ed aveva il nome di Suunta. Apparteneva ad un’altra società di sicurezza marittima, la Sovereign Global Solution, del francese Jerome Paolini e da Bruno Pardigon. Secondo un cablogramma diffuso da Wikileaks, Pardigon avrebbe dato supporto negli anni passati alla Blackwater statunitense, attraverso la sua precedente società, la Djibouti Maritime Security Servicesì. Strane vicinanze vero? Ma mica è finita qui. Dall’Oceano indiano, dove le navi come la C-Star trasportano i mercenari in funzione antipirateria, fino all’Ucraina, dove la Land Marshals prepara un ‘open day’ per il reclutamento del personale. La bacheca della società su Linkedin contiene il profilo professionale di alcuni dipendenti, in buona parte ex militari ucraini e russi.

Ora l’affare migranti
Scafisti e anti scafisti, tutti all’incasso. L’utilizzo di milizie marittime private è iniziato dopo il 2005, con l’esplosione degli attacchi dei cargo da parte dei pirati somali. Società soprattutto inglesi che utilizzano ex appartenenti alle forze speciali di moltissimi eserciti. Militari a volte reduci da scenari di guerra atroci, come l’Ucraina. Lo scorso gennaio la Sovereign Global ha annunciato di voler uscire dal settore antipirateria. Poco prima sul sito aveva reso nota la partecipazione ad una missione di recupero di migranti somali. Un cambio di strategia ‘aziendale’, indizio del futuro utilizzo delle società di mercenari nel controllo dei flussi di migranti. Le società che hanno operato soprattutto nell’area dell’Oceano indiano, con la riduzione ai minimi termini degli assalti del pirati somali hanno oggi la necessità di trovare nuovi fronti. Bella gente vero?

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